Cronaca

Tares, l’errore di calcolo costa caro

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La tariffa sui rifiuti
Aliquota raddoppiata per bar, ristoranti, pasticcerie e bancarelle del mercato

Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub, mense, birrerie e amburgherie si troveranno un regalo salato sotto l’albero. La seconda rata della Tares, il nuovo tributo comunale sui rifiuti, ha infatti in serbo questa sgradita sorpresa. Per queste categorie il dovuto è raddoppiato rispetto alla prima rata di luglio. Non sorridono neppure le bancarelle dei generi alimentari del mercato (+67,77%), bar, caffè e pasticcerie (+67,68%), ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio (+80,87%). Ritocchi decisamente più

contenuti per altre categorie commerciali, ma pure per musei, scuole e associazioni (+1,13%). Gli aumenti toccano anche le famiglie; si parla del 3,32% per la quota fissa calcolata sui metri quadrati dell’abitazione e del 6,95% sulla quota variabile. Numeri da approvare in consiglio entro fine mese. La minoranza non è stata a guardare e ha già presentato un ordine del giorno firmato tra gli altri dai consiglieri Marco Butti (Gruppo Misto – Fratelli d’Italia) e Laura Bordoli (Gruppo Misto) per chiedere al sindaco e alla giunta «di valutare la possibilità di prevedere una rateizzazione, in virtù del particolare momento di difficoltà economica».
Tutta colpa di un errore di calcolo. Problema che l’assessore al bilancio uscente di Palazzo Cernezzi, Giulia Pusterla, ha identificato nel software utilizzato dalla società per calcolo delle tariffe Tares. Con le quote di luglio il Comune arriverebbe a coprire 11,5 milioni contro i 12,5 spesi per il servizio rifiuti.
«Si tratta di una correzione dovuta – spiega il sindaco Mario Lucini – Fa della demagogia chi parla di stangata. Stiamo verificando la paternità dell’errore sui coefficienti. La colpa può essere dei nostri uffici oppure dalla software house e in questo caso vedremo come tutelarci».
Lucini sottolinea però come, in generale, il gettito complessivo della Tares rimanga quanto stabilito e, anzi, rispetto alla “vecchia” Tarsu, i comaschi pagheranno qualcosa come 700mila euro in meno.
«Non ci sono aumenti comaschi – dice ancora il primo cittadino – Si tratta di aliquote decise a livello nazionale. La legge prevede che si vada a coprire per intero i costi del servizio. La correzione era necessaria e chi dovrà pagare di più ha versato meno nella rata di luglio».
Lucini ricorda poi come la Tares abbia cambiato notevolmente il sistema di calcolo. «Prima per tutti valevano i metri quadrati della superficie – spiega – oggi si fa una differenza in base alle persone che risiedono nell’abitazione e, per le attività commerciali, per la loro tipologia».
Alcune categorie hanno subito una vera stangata, però?
«Ripeto, si tratta di decisioni su scala nazionale, che vanno a colpire i ristoranti e i bar, ad esempio, ma riducono i costi del servizio per alberghi e negozi di abbigliamento o i parrucchieri dall’altro».
E sul fronte della rateizzazione?
«La scadenza è fissata al 31 dicembre – risponde Lucini – ma con gli uffici stiamo valutando come accogliere singole richieste per chi è in difficoltà. Stiamo mettendo a punto i criteri, credo che l’obiettivo sia alla nostra portata».

Paolo Annoni

Nella foto:
La vecchia tassa rifiuti (Tarsu) è stata sostituita dalla nuova Tares. Un cambio di calcolo che si è fatto sentire in particolare su alcune categorie
20 Novembre 2013

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