Targhe di Como lette e inviate alla polizia di Napoli

Como Ztl, Zona traffico limitato

Le targhe delle auto di tutta Como riprese dalle telecamere posizionate ai varchi della città e inviate alla polizia. Sì, ma alla polizia di Stato di Napoli.
Tutto messo nero su bianco in una delibera della giunta Landriscina, affissa all’Albo di Palazzo Cernezzi. La delibera è passata lo scorso 18 marzo, votata all’unanimità. Assenti solo il sindaco e l’assessore Bonduri: aveva presieduto il vicesindaco, Adriano Caldara.
Non si tratta però di un nuovo caso di mala-amministrazione e neppure di un “pesce d’aprile” un po’ in ritardo. Il Comune di Como si è semplicemente adeguato alle norme nazionali e a quanto approvato dal consiglio comunale nel lontano settembre 2017 per incrementare la «percezione di sicurezza, la qualificazione delle aree di rischio e la garanzia della vigilanza».
Nella parte preliminare del documento viene proprio indicata la «crescente domanda di sicurezza dei cittadini» e la necessità di assumere «idonei strumenti di prevenzione, quali i sistemi integrati di videosorveglianza nei luoghi pubblici». La videosorveglianza citata dalla delibera prevede i sistemi di lettura targhe ed è compatibile con il Sistema di Controllo nazionale Targhe e Transiti (Scntt).
Si tratta di un provvedimento contro «i furti nelle abitazioni, gli atti di danneggiamento al patrimonio pubblico e di vandalismo sugli arredi urbani».
Le targhe verranno così lette ai varchi di Como e attraverso il citato sistema di controllo arriveranno Centro elettronico nazionale (Cen) della polizia di Stato di Napoli. La polizia locale di Como e il settore dei sistemi informativi dovranno avviare ora l’iter del progetto. Da quanto il sistema diventerà operativo, in caso di furti nel centro storico, ad esempio, si potranno andare a controllare tutte le targhe entrate dai varchi nella fascia oraria.
Vengono registrate anche le targhe leggibili solo parzialmente o coperte. Como è stata del resto una delle prime città d’Italia, già nel gennaio dello scorso anno, a dotarsi di sedici telecamere anche con un sistema di riconoscimento facciale. Le prime telecamere erano state posizionate ai giardini pubblici di via Anzani e di via Leoni.

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