Tari e Imu, tutti in coda nei corridoi dell’ufficio tributi. In attesa con i numeri ma per capire a chi tocca si grida

altPalazzo Cernezzi
Corridoio affollato e malumore palpabile al secondo piano di Palazzo Cernezzi, ufficio tributi. Per i cittadini comaschi alle prese con i pagamenti di Tari, la nuova tassa sui rifiuti, e Imu, la richiesta di informazioni o la necessità di correggere errori delle cartelle ricevute si sta rivelando un’odissea. Già da alcuni giorni, gli sportelli sono presi di mira da decine di utenti, costretti così a lunghissime attese.
La trafila non è certo una novità. Gli utenti sono tenuti a prendere un numero e attendere il proprio turno.

 Con una variante sul tema: non c’è un pannello che segnali il numero chiamato, così ci si arrangia con un passaparola tra gli stessi cittadini, che gridano nel corridoio per segnalare a chi spetti accedere agli sportelli.

 

Alle 10.45 di ieri mattina, Fulvio Moretti era nel corridoio da tre quarti d’ora. «O paghi tutto in un’unica rata, oppure, se vuoi rateizzare la somma, devi presentarti in ufficio e aspettare il tuo turno – dice – Sono cifre tutt’altro che indifferenti, oltre 250 euro, e non è facile versarle in un’unica soluzione. Non resta che rassegnarsi e aspettare».
Chi ha provato a contattare telefonicamente il numero indicato sui documenti inviati dal Comune ha avuto scarso successo. «È costantemente occupato – ripetono molti tra i comaschi in fila – Non resta che presentarsi di persona».
Nel caos legato alla mancanza di un monitor che indichi il numero in chiamata, c’è anche chi ha un colpo di fortuna. Ho il 62 e sto aspettando da poco più di un quarto d’ora», dice una donna in attesa. Nel corridoio è appena risuonato il grido «Trentasette». A sorpresa, però, si apre la porta di un altro ufficio e la funzionaria invita qualcuno a farsi avanti, senza badare troppo ai turni. Qualche secondo di esitazione, poi la donna con il 62 decide di prendere la palla al balzo e si infila nell’ufficio.
«Aspetto da più di 20 minuti e manca ancora una ventina di numeri prima del mio – dice Alarica Santelli – Sono stata costretta a venire per un errore degli uffici. Già lo scorso anno ho portato tutta la documentazione perché, dopo la morte di mia mamma, sono rimasta sola. Quest’anno mi hanno fatto ancora i calcoli come se in casa ci fossero due persone e dovrei pagare 70-80 euro più del dovuto. Così eccomi qui in coda».
Carlo Bianchi è al terzo “giro” all’ufficio tributi. «Lo scorso anno gli uffici, per un loro sbaglio, mi hanno fatto pagare 87 euro in più che mi devono restituire – afferma – Sono già venuto tre volte e ancora non ho risolto il problema. Ora devo pagare la quota di quest’anno e vorrei che mi scontassero quegli 87 euro. Ero già venuto lunedì scorso ma c’era una fila interminabile e ho rinunciato».
«Siamo arrivati da Lugano per un errore nella cartella della casa di mia mamma, che è morta qualche tempo fa – puntualizza un uomo residente a Lugano – Al telefono non è stato possibile chiarire la situazione e siamo qui in coda. È assurdo. In Italia, per gestire una casa devo avere il commercialista. In Svizzera, con mia moglie, per calcolare le tasse usiamo un programma apposito del computer e poi mandiamo i documenti, senza inutili perdite di tempo e soldi».
Mercoledì scorso la situazione era peggiore. «Mi sono fatto circa due ore di coda all’ufficio Tari del Comune di Como – ha scritto un lettore al “Corriere di Como” – Ho ricevuto l’avviso recante dei grossolani errori, ho cercato di parlare anche con il funzionario preposto ma non sono riuscito. Alla fine ho parlato con l’impiegata ma non ho risolto niente; manderò qualcuno nei prossimi giorni perché non posso prendere ancora una giornata di ferie per risolvere il mio problema».

Anna Campaniello

Nella foto:
Fulvio Moretti

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