Cronaca

Tari e Tasi, in coda fino all’ultimo E l’Ance chiede più coordinamento

Tra rabbia e rassegnazione gli utenti dei Caf e dell’ufficio Tributi
In coda fino all’ultimo minuto per le tasse a Como. Ieri, nel giorno della scadenza dei termini per il pagamento dell’acconto della Tasi e, per molti comaschi, anche della Tari, decine di contribuenti hanno affollato i centri di assistenza fiscale (Caf) e i locali dell’ufficio Tributi del Comune di Como per chiarire gli ultimi dubbi o calcolare l’importo da versare senza incorrere in errori o in sanzioni.
Una trentina, ad esempio, gli utenti che ieri si sono presentati allo sportello della sede Acli di Como.
«Uno dei problemi maggiori riguarda la confusione tra Tari, che è la nuova tassa sui rifiuti, e Tasi, che è la tassa sui servizi indivisibili – dice Silvia Camporini, direttrice del Caf provinciale delle Acli – Molti contribuenti sono arrabbiatissimi perché, avendo pagato la cartella della Tari, ricevuta a casa, pensavano di non dover sborsare altri soldi e sono rimasti spiazzati dalla Tasi» aggiunge Camporini.
Sala d’attesa affollata anche al Caf del sindacato Cisl del capoluogo, ieri mattina.
«Nei giorni clou abbiamo avuto oltre cento utenti, ora il numero si è ridotto notevolmente – dice la responsabile, Roberta Seveso – La confusione riguarda la Tasi ma anche la Tari. Nelle cartelle inviate dal Comune di Como, c’è il riferimento alla possibile esenzione per i contribuenti con Isee inferiore a 5mila euro. Molti arrivano a chiederci spiegazioni o a richiedere l’Isee».
La fila è soprattutto per la Tari all’ufficio tributi di Palazzo Cernezzi.
«Mi sono trasferita in Danimarca da tempo – dice Elisa Graffeo – Ho ricevuto la cartella della Tari ma non è molto chiara. Sono in attesa da un’ora e sono sconcertata. All’estero non esiste una situazione del genere, le comunicazioni sono chiare e la maggior parte delle operazioni viene fatta semplicemente online».
«Mi hanno sbagliato il conto della Tari – commenta Emanuele Savogin – Ho mandato due mail senza avere risposta e ho fatto infinite telefonate con lo stesso esito. Non mi è rimasto altro da fare che prendere un permesso al lavoro e mettermi in fila».
«Abbiamo appena fatto il cambio di residenza – dicono Elena D’Elia e Vito Bitetto – Dobbiamo pagare la Tari e ci siamo trovati in questa fila. A prima impressione sembra che a Reggio Emilia, città dalla quale proveniamo, fossero organizzati un po’ meglio».
In campo l’ANCE
Ieri intanto, nella sede dell’Ance, il “Coordinamento tecnico finanza Locale” (formato da nove associazioni di settore) ha illustrato ai rappresentanti dei comuni un documento su “Come migliorare il rapporto tra impresa, cittadino e ente pubblico in tema di tributi locali”.
Nel testo è stato affrontato il tema Tasi. Diversi gli spunti forniti.
«Sulle aliquote i Comuni devono mantenere la loro autonomia impositiva ma sulle agevolazioni sarebbe utile un protocollo tale per cui le amministrazioni si impegnino ad adottare uno schema di agevolazione comune – ha spiegato Danilo Lillia, portavoce del Coordinamento interassociativo sulla fiscalità locale – Sarebbe poi utile creare le condizioni per cui già dal secondo anno le amministrazioni possano far giungere al domicilio una comunicazione con la quale si informa della situazione dell’anno precedente» prosegue Lillia.
Infine è stato proposto di avviare, in via sperimentale, una collaborazione tra Comune e Associazioni, creando un controllo congiunto al servizio del contribuente. Sono solo alcuni degli spunti contenuti nel lungo testo elaborato.

Anna Campaniello

Nella foto:
Decine di contribuenti hanno affollato i locali dell’ufficio tributi del Comune di Como per chiarire gli ultimi dubbi o calcolare l’importo (fotoservizio Mv)
17 ottobre 2014

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