Cronaca

Tari, i tartassati sull’orlo di una crisi di nervi

I comaschi in fila all’Ufficio Tributi tra dubbi da chiarire e gli interrogativi senza risposta
Il secondo piano del Comune di Como è un microcosmo tutto italiano. C’è chi si lamenta a voce alta, chi bofonchia a denti stretti, chi se la prende con il governo e chi, stremato dall’attesa, si addormenta in attesa del suo turno.
Appena si arriva nell’ala nuova di Palazzo Cernezzi, spuntano ovunque rudimentali fogli di carta, scritti con un pennarello nero, che indicano la via per raggiungere l’Ufficio Tributi dove da giorni regna il caos Tasi e Tari. Prima di imboccare le scale si sente nitidamente un brusio che diventa sempre più forte gradino dopo gradino. Sul pianerottolo, prima di ritrovarsi involontariamente catapultati in coda – pur non dovendo pagare nulla – c’è giusto il tempo per veder sfilare alcuni volti raggianti. Non tanto per aver saldato l’ennesima tassa, quanto per essersi definitivamente liberati, fino alla prossima scadenza, di bollettini, pagamenti e possibili sanzioni.
E, una volta al cospetto della macchina che distribuisce i numeri, l’amara realtà. Ieri mattina, alle 9.15, gli uffici stavano gestendo il 19° utente. Mentre, accampato nel corridoio, c’era già chi aveva in mano il tagliando numero 70. Tra proteste, calcoli che non tornano e vere mazzette di bollettini sventolati in aria, la gente è sempre più sull’orlo di una crisi di nervi.
Un signore indica una persona ferma in piedi davanti a una porta. «Parlate con quella donna. Così vi renderete conto dell’assurdità di tutto ciò». Parola di Anna Gatti, 94 anni, accompagnata dalla figlia per avere informazioni e pagare quanto dovuto. La donna – sguardo vispo, schiena dritta e parlantina rapida – scherza nonostante l’attesa prolungata. Per essere pronta quando toccherà a lei, si è alzata con 5 numeri di anticipo e lentamente, aiutandosi con il bastone, si è avvicinata alla porta dove aspetta in piedi, senza lamentarsi.
«Non voglio far perdere tempo agli altri quando toccherà a me. Non cammino molto rapidamente. Purtroppo non sono più giovanissima e faccio fatica», dice.
Una verve incrollabile, anche se la figlia racconta di una mattinata di disagi, lunghe attese e tanto tempo perso per riuscire a sbrogliare la matassa Tasi e Tari. Sono infatti ancora molti i dubbi da chiarire e gli interrogativi ai quali i cittadini stanno cercando di dare una risposta. Da un lato c’è, infatti, la Tari (la tassa rifiuti), il cui conteggio è stato effettuato direttamente dagli uffici di Palazzo Cernezzi. I bollettini sono stati inviati nei giorni scorsi. Una volta ricevuti però non sono mancati problemi e situazioni da approfondire. E poi c’è la Tasi (la tassa sui servizi indivisibili) che i contribuenti devono calcolare da soli in base alle aliquote deliberate dalle amministrazioni e alle detrazioni previste.
«Ho fatto un’ora di coda. Sinceramente non immaginavo tanta confusione – dice Corrado Campardo – Fortunatamente ho finito». «Non si capisce assolutamente nulla – sbotta Vincenzo Alfano – Io sono qui per avere chiarimenti. Nel 2013 ho pagato 178 euro di Tari, oggi me ne conteggiano 236. Non capisco. A vedere la coda mi sembra comunque di essere in buona compagnia. Io aspetto da mezz’ora ma ho davanti a me ancora 30 numeri».
Intanto si avvicinano le scadenze. Entro il 16 ottobre, infatti, dovranno essere versati la prima rata della Tari e l’acconto della Tasi. E sempre a Como il saldo della tassa sui rifiuti si pagherà entro il 16 novembre mentre quello della tassa sui servizi andrà versato entro il 16 dicembre. «È la seconda volta che vengo in questi uffici per avere informazioni dettagliate – spiega Ardenia Mauro – In effetti regna la confusione».
E l’attesa si fa lunga. «Sono qui da 40 minuti e ho davanti parecchie persone – spiega Luisa Lorai – Cosa si può dire se non che regna la più assoluta disorganizzazione?». «La confusione è totale. Sia per chi deve avere solo semplici informazioni sia per quanti devono invece pagare – dicono Osvaldo Amistadi e Maria Venerio – sembra di brancolare nel buio».
E c’è chi timorosa cerca di capire le procedure. «È possibile farsi compilare qui i moduli della Tasi?», chiede Noemi Fiorentini, prima di decidere se mettersi in fila.

Nella foto:
L’Ufficio Tributi di Palazzo Cernezzi ieri mattina. Da giorni in Comune regna il caos in vista delle scadenze di Tasi e Tari (fotoservizio Mattia Vacca)
2 ottobre 2014

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