Tarsu sui posti auto, la pagherà anche il Comune?

La curiosità
Cosa lega la Tarsu (l’acronimo che definisce la “tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani”) e i parcheggi di Como? C’è anche questo elemento da considerare nella rivoluzione viabilistica in corso nel capoluogo lariano. L’abbinamento, forse insolito, prende spunto da una sentenza della Corte di Cassazione datata luglio 2012. Dove si prevedeva il pagamento della tassa rifiuti solidi urbani per i concessionari di aree di sosta a pagamento, anche se la società di gestione era interamente detenuta dal Comune.
La storia ha inizio quasi dieci anni or sono, nel 2004. Il ricorso voleva accertare se fosse legittimo l’avviso di accertamento emesso dal Comune di Formia per il pagamento della Tarsu «in relazione alle aree demaniali e di proprietà comunale concesse in uso alla società dallo stesso Comune per la gestione della sosta a pagamento dei veicoli e dei servizi accessori». Il tema è all’ordine del giorno anche nei corridoi di Palazzo Cernezzi e ne abbiamo chiesto lumi ieri all’assessore alla Mobilità. «Ovviamente si tratta di un aspetto che stiamo analizzando. Ne abbiamo discusso e ne parleremo ancora con Csu (ossia Como Servizi Urbani, la partecipata del Comune che gestisce i parcheggi, ndr) per verificare nel dettaglio come intervenire su questo fronte», ha detto Daniela Gerosa a margine della conferenza stampa con il sindaco Mario Lucini per la presentazione delle novità in arrivo.

F. Bar.

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