Tasi, sarà caos totale. Potete scommetterci

altEconomia e territorio
I responsabili dei Caf locali chiedono ai cittadini di prenotare subito il disbrigo della pratica
(f.bar.) Tasi, è una lotta contro il tempo. Purtroppo, però, la sconfitta è già assicurata. Il termine ultimo del 16 ottobre entro il quale completare il diluvio di pagamenti da effettuare entro quella data non potrà essere rispettato.
L’allarme è stato rilanciato nelle ultime ore da sindacati e commercialisti. Davanti a loro, in prima linea, si aprono 3 settimane lavorative di fuoco. Il motivo è presto detto: entro lunedì prossimo, 15 settembre, dovranno essere pubblicate (sulla piattaforma

governativa appositamente realizzata) anche le ultime delibere con cui i Comuni ritardatari fissano le aliquote della Tasi. Dopodiché – presumibilmente dal 22 settembre in avanti – si dovranno iniziare a effettuare i pagamenti, da chiudere tassativamente entro il 16 ottobre, salvo proroghe altamente improbabili.
«È pressoché impossibile. Scoppierà il pandemonio- dice Roberta Sfardini, responsabile Caaf Cgil di Como – Abbiamo fatto una proiezione per tentare di capire che cosa potrà accadere. I numeri della Tasi possono essere paragonati alla situazione affrontata nel 2012 per il pagamento dell’Imu. Allora ci trovammo a dover smaltire ben 22mila pratiche. Se i dati fossero, cosa probabile, gli stessi anche per la Tasi, allora dovremmo fare tutto in circa 20 giorni lavorativi. Impensabile».
Un ritmo insostenibile, oltre mille cartelle al giorno. «Per noi diventerebbe una vera e propria campagna fiscale. Basti dire che, di recente, abbiamo fatto 30mila modelli “730”, però con tre mesi di tempo a disposizione e più personale dell’attuale – aggiunge Roberta Sfardini – È vero che per la Tasi il tempo medio per utente è fissato in 10 minuti rispetto ai 20 del “730” ma i conti non tornano».
E per questo motivo arriva una sollecitazione. «Invitiamo tutti gli interessati a contattarci al più presto per fissare gli appuntamenti. Ne abbiamo già parecchi, ma il tempo è veramente poco».
È pur vero che molti Comuni si sono assunti l’onere del calcolo della Tasi e del relativo modulo F24.
«Ad esempio, i Comuni del Lago, a partire da Gravedona ed Uniti, Sorico e Dongo, anche se è ancora poco rispetto alla mole di lavoro», aggiunge Nicola Della Mano, funzionario del Caaf Cgil di Como.
Le incognite sono dunque sempre di più. Anche perché dovranno essere tenute in considerazione le aliquote dei Comuni di altre regioni d’Italia dove gli abitanti della provincia di Como possiedono case o immobili diversi. «Un altro elemento di novità da considerare è che in determinati casi spetterà anche all’inquilino contribuire al pagamento della Tasi. Fatto questo che a mio avviso molti non conoscono. Ciò non potrà che rallentare ulteriormente la macchina dei pagamenti – dice Mauro Pellicciari del Caf Cisl – Noi stiamo ovviamente fissando gli appuntamenti. Ci aspetterà un periodo massacrante di super-lavoro. Difficilmente si riusciranno a rispettare i tempi – aggiunge Pellicciari – Confermo come sia una situazione simile a quella del pagamento dell’Imu nel 2012. Allora gestimmo ben 40.547 utenti. È un super-lavoro. Giusto per fare un esempio, il primo giorno del saldo Imu, nel mese di dicembre 2012, ricordo come a fine giornata, guardando il contatore degli utenti ci accorgemmo di aver superato quota 900. Prepariamoci».
Per chi non dovesse riuscire a saldare entro il termine del 16 ottobre sono previste sanzioni variabili in base al numero di giornate di ritardo. Entro un mese dal 16 ottobre, la sanzione è il 2,5% dell’ammontare della Tasi.

Nella foto:
Roberta Sfardini, sindacalista comasca e responsabile Caaf Cgil del capoluogo

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