Tassa rifiuti anche per bar e ristoranti chiusi: la protesta

Emergenza sanitaria Covid a Como

Attività chiuse, ma costrette a pagare la Tari che diventa «per le imprese del nostro territorio un peso insostenibile e spesso ingiustificato».
La denuncia è del presidente di Confcommercio Como, Giovanni Ciceri. Dai dati raccolti dal portale www.osservatoriotasselocali.it, la Tari nella Provincia di Como pesa 13,4 milioni di euro. Su 12 province lombarde, Como è al quartultimo posto per importo pro capite (161 contro i 219 di Milano, 212 di Mantova rispettivamente al primo e secondo posto).
Se si parla di rifiuti, Como è la seconda migliore provincia lombarda per la raccolta differenziata (66,63% contro il 34,66% di Pavia e il 77,83% di Mantova, rispettivamente ultimo e primo) ed è la prima provincia lombarda a pari merito con Mantova per livello quantitativo dei servizi (punteggio 10 su 10).
Per quanto riguarda le tariffe, il Lario si posiziona in genere a circa metà classifica rispetto agli altri territori lombardi, salvo schizzare al 1° posto per ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, birrerie (26,2 euro al m² contro gli 11,7 di Bergamo, ultima, o i 15,7 di Lecco) e al 2° per bar, caffè, pasticcerie (17,7 euro al m² contro gli 11,7 di Bergamo o gli 11,8 di Lecco). Altre categorie penalizzate dalle tariffe più alte di Como, rispetto alle altre province, sono: ortofrutta, pescherie, piante e fiori, pizza al taglio (31,8 euro al m² contro i 12,9 di Bergamo).
«Poco o nulla è stato fatto rispetto a quelle attività che sono rimaste aperte ma che, a seguito degli orari di attività ristretti, dei contingentamenti e della minor propensione dei cittadini a uscire e consumare, hanno registrato cali di fatturato significativi – scrivono da Confcommercio Como – Servono interventi strutturali affinché venga recepito il nuovo metodo tariffario determinato dall’Arera (l’autorità che ha assunto funzioni di regolazione e controllo dei rifiuti urbani), vincolando la Tari al rispetto del principio europeo “chi inquina paga”».
«Chiediamo con forza – conclude il presidente Ciceri – che siano esentate dal pagamento della Tassa tutte quelle imprese che, anche nel 2021, saranno costrette a chiusure o a riduzioni di orario. Analoghe misure dovranno essere riconosciute a tutte le altre imprese che, pur rimanendo in esercizio, registreranno comunque un calo del fatturato e, quindi, dei rifiuti prodotti, a causa della contrazione dei consumi».

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