Tasse comunali non riscosse, a Como arriva la nuova Equitalia
Città, Cronaca

Tasse comunali non riscosse, a Como arriva la nuova Equitalia

Rapinese e Aleotti: «Si va contro i programmi del centrodestra»

Tasse comunali, alla fine la spunta ancora Equitalia, o meglio la nuova Equitalia, l’Agenzia delle entrate-Riscossione, che l’ha sostituta dal 1° luglio 2017, mantenendone però tutte le prerogative. Questo nella sostanza il passaggio formale di ieri dalla Commissione I di Palazzo Cernezzi, riguardo l’affidamento della riscossione coattiva delle entrate del Comune di Como.

Ora la decisione passa in consiglio comunale, ma la decisione di fatto è presa. Per tutto il 2018 le cartelle per le tasse comunali non versate dai contribuenti verranno emesse dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione.
Una soluzione che non è piaciuta al consigliere del Movimento Cinque Stelle, Fabio Aleotti.

«Ho votato contro perché questa decisione va in senso opposto rispetto al programma nazionale sbandierato dal centrodestra di chiudere effettivamente Equitalia, dando libertà agli Enti locali di decidere i metodi di riscossione – dice Aleotti – A Como non si è fatto nulla per nove mesi, lasciando che l’affidamento passasse d’ufficio alla nuova agenzia. Si potevano tranquillamente valutare altre opzioni. Fa sorridere ora, che si dica che l’affidamento è provvisorio fino al 31 dicembre in attesa di valutare altre soluzioni. Mi chiedo perché non si siano valutate alternative in questi nove mesi».
Sulla stessa linea anche Alessandro Rapinese di Rapinese Sindaco.

«A parte il fatto che le cartelle arrivano solo a chi non paga le tasse – dice Rapinese – Io credo che in politica si dovrebbe avere un po’ di coerenza. Non si può attaccare Equitalia, riempirsi la bocca di parole incoerenti e poi affidargli la riscossione delle tasse comunali».

«Hanno avuto nove mesi di tempo – prosegue Rapinese – si poteva scegliere un bando di gara, mantenere all’interno del Comune la riscossione, invece si è arrivati lunghi, a un affidamento diretto. Questo si può definire con una parola sola: incoerenza».
«Si è deciso di lasciare tutto come prima – conclude – una decisione legittima e che non colpisce chi ha sempre pagato le tasse, ma che va contro i proclami della Lega».

20 Marzo 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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