Tasse evase e trasferimenti in Svizzera, maxi truffa scoperta dalla finanza di Como

Maxi inchiesta della guardia di finanza

Maxi inchiesta della guardia di finanza di Como Maxi inchiesta della guardia di finanza di Como

Secondo la tesi dell’accusa, avrebbero messo in piedi un sistematico svuotamento di una società di Cantù attiva nel settore del commercio di articoli elettronici, con l’unico intento di farla fallire e rendere inefficace ogni pretesa dei creditori, tra cui pure il fisco per tasse non pagate e quantificate in quasi 10 milioni di euro. Una fuoriuscita di capitali mediante bonifici a società controllate e all’estero, in Svizzera principalmente. Con l’accusa di bancarotta fraudolenta, di sottrazione fraudolenta delle imposte, di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, occultamento di scritture contabili e ricorso abusivo al credito, la Procura di Como – pm Giuseppe Rose – ha chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per due persone che sono state arrestate nelle scorse ore. In realtà tuttavia gli indagati sarebbero molti di più, almeno una decina, e le indagini sono ancora in corso. L’operazione “Aerarium” è stata resa nota ieri dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Como. In manette sono finiti un 60enne e un 44enne nati a Milano ma domiciliati nel Luganese. Contestualmente tuttavia sarebbero state eseguite nove perquisizioni in società e abitazioni private, nonché posti i sigilli a 14 immobili, auto e conti correnti per un totale stimato in oltre 10 milioni di euro.
Le società complessivamente coinvolte in questa inchiesta sono 10: a Cantù ovviamente, ma anche a Roma, Napoli, Pordenone, Zurigo, Zara (in Croazia) e alle Isole Vergini Britanniche, noto paradiso fiscale.
L’operazione delle fiamme gialle e della Procura di Como è scattata all’alba di ieri mattina.
Come ricostruito dalle indagini, alcuni professionisti avrebbero reso possibile il trasferimento in Svizzera di beni del valore di circa € 4 milioni di euro (10 i milioni di euro in totale che sarebbero finiti all’estero) senza procedere alle previste segnalazioni antiriciclaggio.
L’indagine è scaturita da un controllo amministrativo in materia di antiriciclaggio nei confronti di uno degli indagati.

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