Cronaca

Tasse non pagate per 32 milioni. Due imprenditori comaschi nei guai

Scoperte nella maxi frode, 23 società “cartiere” in tutta Italia
Fatture false per oltre cento milioni di euro e tasse non pagate per quasi 32 milioni.
Una maxi frode attuata con il cosiddetto sistema “carosello”, con il ricorso a 23 società cartiere di tutta Italia.
Nel mirino della guardia di finanza sono finiti due imprenditori comaschi, amministratori di altrettante società con sede in città impegnate nel commercio di materiale elettronico.
Ieri, le fiamme gialle hanno sequestrato immobili, vetture e conti correnti riconducibili agli
indagati per un valore complessivo di circa 32 milioni ossia pari alla somma sottratta all’erario.
L’operazione è nata dopo una normale verifica fiscale effettuata dalle fiamme gialle di Como alla Lario Trade e alla Power Srl. La situazione contabile delle due società ha insospettito gli esperti della finanza. L’indagine successiva – coordinata dal pubblico ministero Massimo Astori – ha permesso di scoprire una maxi frode. Attraverso una complessa triangolazione messa a punto in accordo con società cartiere italiane e con cinque aziende con sede in Spagna, Lussemburgo, Germania, Repubblica Ceca e Cipro, gli imprenditori comaschi hanno importato migliaia di articoli elettronici e di telefonia evadendo l’Iva tramite false fatturazioni. Complessivamente, sono 24 gli imprenditori denunciati per frode fiscale, emissione e utilizzo di fatture false e indebita compensazione di crediti Iva.
«Il meccanismo – spiega in un comunicato il comando provinciale della guardia di finanza di Como – oltre ad aver determinato una colossale evasione fiscale, ha fortemente contribuito ad inquinare il mercato, poiché la vendita di prodotti con l’Iva “lavata” penalizza gli operatori onesti che, pagando l’imposta dovuta, si trovano a vendere i prodotti a un prezzo maggiore».
Ieri mattina, come disposto dal giudice per le indagini preliminari di Como Nicoletta Cremona, gli uomini della polizia tributaria della guardia di finanza di Como – agli ordini del tenente colonnello Ernesto Bruno – hanno sequestrato beni e conti correnti per un valore complessivo di circa 32 milioni di euro riconducibili ai due imprenditori comaschi, amministratori delle due società coinvolte nella truffa.
I militari hanno sequestrato, in particolare, cinque tra appartamenti e terreni in città e una residenza sul mare a Budoni, in Sardegna, oltre a quattro autoveicoli tra i quali un camper, 11 conti correnti e 3 depositi di titoli.
Massimo Di Marco, avvocato dei due imprenditori del settore elettronica coinvolti, fa sapere che «gli indagati, pur rispettando le pesanti conclusioni della Procura e i provvedimenti patrimoniali cautelari, ritengono che non risultino elementi documentali tali da poter avvalorare la tesi in base alla quale la Power Srl e la Lario Trade abbiano partecipato attivamente o eventualmente tratto vantaggio – aggiunge – dalla supposta contestata frode».
«I miei assistiti – conclude Massimo Di Marco – turbati e scossi a livello emotivo dalla vicenda, hanno chiesto di essere interrogati, certi di poter fornire in quella opportuna sede tutte le spiegazioni del caso».

Anna Campaniello

Nella foto:
La guardia di finanza di Como ha concluso un’operazione che ha portato alla scoperta di un’evasione di 32 milioni di euro
17 Mag 2012

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