Tasso di incidenza, superata anche quota 300, picco a Erba

Emergenza sanitaria Covid a Como

Tasso di incidenza superiore a 300. È questo il dato che condanna la provincia di Como a essere tra le sorvegliate speciali d’Italia in tema di Coronavirus. Il limite di 250 casi ogni 100mila abitanti è stato inserito anche nel Dpcm Draghi, in vigore da domani al 6 aprile, per tenere aperte le scuole (la decisione spetta però alle Regioni).

La provincia lariana è finita in fuorigioco, con alcune zone del territorio ben oltre quota trecento, ovvero Erba (393,46), Cantù-Mariano (320,22), ma anche Como (279,75) e tutto il Medio Lario (263,68) sono sopra i 250.
Questo indice viene calcolato sommando i nuovi casi della settimana rapportati alla popolazione residente. La provincia di Como ha 600mila abitanti, se nella settimana ha una media di 250 casi (1.750 in tutto), questi diventano quasi 300 (291,67) ogni 100mila. È vero che lo scorso autunno, tra inizio ottobre e inizio novembre, questo indicatore valeva tre volte tanto sul territorio, ma come ha fatto notare il direttore sanitario di Ats Insubria, Giuseppe Catanoso «la curva a fine settembre aveva iniziato a crescere proprio come in questi giorni. Abbiamo dati molto simili ad allora, dobbiamo evitare in ogni modo di raggiungere simili spike (picchi di diagramma, ndr). Il limite di 250 stabilito dalla Regione va proprio in questa direzione, come la decisione di estendere l’arancione rinforzato al resto del territorio lombardo» ha aggiunto Catanoso.

Nell’ultimo mese l’incidenza è raddoppiata quasi in tutta la Lombardia. A Como il dato del territorio compreso in Ats Insubria (escluso l’Altolago) è passato dal 147 nella settimana dal 5 all’11 febbraio, al 304 di quella dal 26 febbraio al 4 marzo. Negli stessi periodi la media regionale era di 126 ed è cresciuta fino a 276, quella di Varese è schizzata da 125 a 211 e di tutta l’Ats da 134 a 254.
Anche l’indice di contagiosità RDt a 7 giorni viene tenuto sotto osservazione. A Erba ha superato 1,75, a Lomazzo l’1,50, mentre a Cantù e Como è tra l’1,25 e l’1,50. In tutta l’Ats Insubria il valore è però in leggera discesa dopo il picco di 1,5 del 18 febbraio. A inizio novembre valeva 4.
«Speriamo che il calo prosegua grazie all’arancione rafforzato di questi giorni» commenta Catanoso.
La mappa delle province lombarde vede ora parametri da zona rossa per Brescia, Como, Mantova, Lecco e Monza Brianza, mentre il resto della Lombardia resta in bilico.
A livello di percentuale di popolazione contagiata, il dato comasco, ben oltre il 7% resta il più elevato di Lombardia e tra i più alti di tutto il Paese. Non è così invece per il tasso di letalità sui positivi, fermo al 4%, mentre a Bergamo, a causa dei tanti morti della prima ondata, rimane vicino al 9,5%. Sono in crescita anche le curve dei letti occupati di terapia intensiva su tutto il territorio lombardo.
La media dei tamponi settimanali effettuati in provincia di Como resta ampiamente sopra quota 12mila.

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