Tastiere antiche da non dimenticare

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

La parrocchia di Prestino  ha appena cambiato il suo organo. È andato in pensione, sostituito da un modello di ultima generazione, elettronico perché quelli a canne hanno costi insostenibili. Era stato fatto un intervento di riparazione sette anni fa. Ma purtroppo ormai, dopo anni di onorato servizio, lo strumento non era più riparabile, si legge sul bollettino della parrocchia di Prestino  allestito dal parroco don Marco Pessina. La chiesa intitolata ai Santi Felice Vescovo e Francesco d’Assisi l’anno prossimo compirà 50 anni e per salutare l’evento occorreva un suono più adeguato.   «Il vecchio strumento, ormai con un’anzianità di decenni, dava una serie di problemi: suoni sgraziati, distorti, a volte neanche quelli: non ne voleva sapere di suonare» si legge sul bollettino.  Una pagina di microstoria locale che illumina però un tema condiviso sul territorio. 

Uno strumento che accompagna la liturgia, rimane nel cuore dei fedeli, dialoga con la preghiera e con il suo suono evoca emozioni e ricordi, questo è l’organo nel comune sentire. E ha radici antiche. L’organo non nasce con la chiesa e  suoi  riti, trae origine dall’antica Grecia  e prima dell’avvento del pianoforte aveva una funzione cruciale nell’educazione musicale: si pensi all’esperienza di grandi compositori come  Bach e Mozart e i nostri   Monteverdi e  Vivaldi. 

Dalla periferia di Como interessata dal boom urbanistico degli anni Settanta passiamo alle acque placide della sponda orientale del Lario: a Blevio compie ben due secoli l’Organo Prestinari dell’antica chiesa a lago (cui si accede anche tramite comodissimo battello dall’attiguo pontile)  intitolata ai Santi Gordiano ed Epimaco. Anche qui una microstoria locale fa capire quanto conti la passione in ciò che si fa. L’organo è  stato preservato dall’insidia del tempo, restaurato e funzionante a perfezione ed è notoriamente sede di concerti prestigiosi.

La pandemia non ha fermato i lavori dell’associazione, laica, che porta il suo nome e che ha  varato una maratona di concerti in presenza che è un invidiabile proposta culturale. E  un modello per tante altre realtà lariane che hanno strumenti antichi da recuperare, non solo sul piano liturgico ma come  “macchine sonore” per la  comunità. …

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