Tavernerio, interrogato nella notte il 17enne. Pesantissima l’accusa: «Tentato omicidio»

La via Roma a Tavernerio

È accusato di tentato omicidio il 17enne di Tavernerio che con un pugno in pieno volto ha ridotto in condizioni gravissime, ricoverato in coma del reparto di Rianimazione del Sant’Anna di San Fermo, un 67enne di Bresso, nel Milanese. Aggressione avvenuta in via Roma, sempre a Tavernerio, nella serata di mercoledì. Il ragazzo, che in un primo momento si era allontanato dal luogo della lite, si è costituito davanti ai carabinieri della stazione dei carabinieri di Albate poco prima della mezzanotte sempre di giovedì, accompagnato in auto dalla madre. Sarebbe stato sentito per un’ora e un quarto dal pm dei Minori giunto appositamente in caserma, magistrato che ha poi iscritto il 17enne sul registro degli indagati con l’ipotesi di reato di tentato omicidio.
La ricostruzione
I carabinieri hanno nel frattempo ricostruito quanto avvenuto. Mancano pochi minuti alle 18 di giovedì. Il ragazzo – 17 anni – è in compagnia del padre che è passato da Tavernerio a prendere il fratellino per portarlo agli allenamenti di calcio. Il cane sfugge al loro controllo e corre in via Roma, dove sta sopraggiungendo una Citroen C5 con a bordo una ragazza di 28 anni che è alla guida e il padre di 67. La giovane riesce ad evitare l’impatto con l’animale e si lamenta con i padroni: «Attenti, ho rischiato di investirlo». La 28enne è una amante degli animali, e pure lei ha in macchina il suo cane. Sono di Bresso e pare siano giunti in quel punto dopo essersi persi lungo la via del ritorno a casa. Il 17enne risponde in modo brusco e volgare nei confronti della ragazza al volante. Motivo per cui il genitore della 28enne scende dalla vettura e inizia a discutere anche con il genitore. La lite si accende tanto che il 17enne sarebbe arrivato a sputare addosso all’uomo che aveva di fronte. Poi, dopo un tentativo del padre di allontanarlo, il minore avrebbe sferrato il colpo violentissimo e in pieno volto. Il pensionato a questo punto sarebbe caduto a peso morto all’indietro, battendo il capo sul selciato. È stato soccorso dal 118 in condizioni gravissime ed è ricoverato al Sant’Anna in pericolo di vita. Il 17enne a questo punto sarebbe scappato, prima dell’arrivo dei carabinieri.
La seconda versione
Come detto, il 17enne si è poi costituito in caserma ad Albate, dopo essere stato invitato più volte a presentarsi per non peggiorare ulteriormente la situazione. Da quanto è stato possibile appurare, sarebbe scappato lungo una gola del torrente Cosia. Ai militari che lo interrogavano e al pm del tribunale dei Minori, avrebbe riferito di essere stato intimidito dal pensionato e provocato. Una versione che sarebbe stata ritenuta poco credibile dagli inquirenti. Difficile infatti pensare che padre e figlio possano essere stati “spaventati” da un pensionato. Ora è a piede libero, ma denunciato per tentato omicidio mentre il 67enne lotta per la vita in un letto d’ospedale.

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