Tavolini al posto dei parcheggi, contenzioso tra un locale e il Comune di Como
Città, Cronaca

Tavolini al posto dei parcheggi, contenzioso tra un locale e il Comune di Como

Tavolini in piazza De Orchi Tavolini in piazza De Orchi

Sì ai tavolini se rinunci ai posti auto del tuo albergo. Questa la situazione che vive un imprenditore comasco, Cristian Dolce, titolare del Merendero di via Crespi e di In Riva al Lago, che ha sede nello stesso palazzo. Ieri Dolce, accompagnato dall’avvocato Mario Lavatelli, ha raccontato un caso di burocrazia in piedi da 11 anni. Dal 2007 il locale ha chiesto di allargare il suo spazio per i tavolini esterni di piazza De Orchi. Il via libera arriva nel dicembre 2016, quando Palazzo Cernezzi accorda di posizionare alcuni tavolini di un altro esercizio dall’altra parte della piazza. «Il Comune consente al Merendero di mettere i tavolini sui tre posti auto riservati all’affittacamere In Riva al Lago – spiega Lavatelli – in attesa che i parcheggi vengano portati altrove, così come è avvenuto per altri esercizi». La risposta su dove saranno messi i nuovi parcheggi però non arriva. Anzi, sottolinea Dolce, si sussegue una serie di ordinanze firmate dal comandante dei vigili Donatello Ghezzo. L’imprenditore presenta così ricorso al Tar contro questo «silenzio». A gennaio la sentenza: il Merendero vince la causa, il Comune deve risolvere il contenzioso tra uffici (occupazione di suolo pubblico e mobilità e sosta). Se c’è il via libera per i tavolini i parcheggi vanno spostati, di certo non possono coesistere nello stesso spazio. «In aprile arriva una nuova ordinanza in cui si spiega che dal 1° gennaio 2019 i parcheggi saranno cancellati – dice Dolce – Noi non ci fermiamo. Abbiamo speso 20mila euro per il ricorso al Tar, andremo se necessario al Consiglio di Stato e alla Corte dei Conti, chiederemo i danni. I nostri e quelli del Comune per il mancato incasso del suolo pubblico. Pago la stessa cifra per i tavolini di piazza Cavour, ma pretendo anche le stesse regole». Infine, sulla collocazione dei tre stalli, Dolce spiega che «si potrebbero mettere sugli adiacenti parcheggi dei residenti, o altrove. Non vogliamo creare problemi ad altre attività o a chi vive qui, ci diano una risposta».

9 maggio 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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