Tavolo per la competitività, in un dossier le tre infrastrutture decisive

Como dall'alto

Gli interventi infrastrutturali sui quali da tempo si cerca una linea d’azione comune, adesso sono ufficialmente stati individuati e messi nero su bianco.
In un dossier redatto dal Tavolo per la competitività e lo Sviluppo, ecco dunque le tre direttrici sulle quali il territorio lariano dovrà e potrà lavorare in maniera coordinata, avendo un alleato in più. Ovvero la possibilità di intercettare fondi, e non pochi, nell’ambito delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza legato al dopo Covid-19.

Gli obiettivi, chiari, sono l’esito di un dibattito politico e istituzionale in atto da tempo. Si parte con il progetto di completamento del secondo lotto della Tangenziale di Como, si passa poi alla linea ferroviaria Como-Cantù-Lecco e alla regionalizzazione del servizio di navigazione di linea sul Lago di Como. La tangenziale e la tratta ferroviaria sono anche elementi ulteriormente analizzati dal Comune di Como e dai contatti del sindaco Landriscina che punta, in prospettiva Como del futuro, a cogliere somme del Recovery Fund, unendo anche un lavoro di collaborazione con il Ticino per altre idee a partire da una nuova ferrovia internazionale.

Tornando però al lavoro del Tavolo, ecco il commento del presidente Gloria Bianchi. «Spetta ora a tutti i livelli istituzionali impegnarsi, ciascuno secondo le proprie competenze, affinché questi progetti possano essere inseriti tra quelli finanziati con le risorse previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il Tavolo, inoltre, ha già espresso la volontà, nel caso in cui non vi fossero le condizioni per accedere ai fondi del Pnrr, di candidare tali interventi al finanziamento di eventuali e diversi fondi nazionali e regionali disponibili».

La scelta sul secondo lotto della tangenziale è stata motivata perché rappresenta un miglioramento dell’intera viabilità provinciale con il rafforzamento dei collegamenti Est-Ovest dell’area lariana anche con riferimento al collegamento con il Triangolo Lariano, con la provincia di Lecco e con la Svizzera. In tema ferroviario, invece, la tratta Como-Lecco rappresenta l’unico collegamento su rotaia Est-Ovest che esclude il passaggio dalla città di Milano, rappresenta il collegamento potenzialmente più efficiente tra i capoluoghi Como e Lecco, passando per la città di Cantù (porta della Brianza) e per l’Erbese (accesso al Triangolo Lariano), e anche il punto di connessione di un’ampia parte del territorio lariano con il “Corridoio Reno-Alpi” (vale a dire la Svizzera e il Nord Europa, l’area di Milano e l’aeroporto di Malpensa), con la direttrice Milano-Valtellina e con le province di Bergamo e Brescia. Allo stato attuale Rfi ha realizzato uno studio di prefattibilità per la elettrificazione. Infine la Navigazione: costituisce un servizio di trasporto pubblico locale su cui è stato avviato il trasferimento della gestione Governativa alle Regioni.

Tale processo di regionalizzazione si è arrestato per il mancato accordo sulle risorse finanziarie che lo Stato, a regime, dovrebbe assicurare alle Regioni. Le ultime stime evidenziano che la regionalizzazione del servizio di navigazione sul lago di Como potrebbe essere ultimato con uno stanziamento statale di circa 200 milioni di euro in conto capitale (per l’ammodernamento della flotta) e di 30 milioni di euro annui in conto esercizio. Attualmente, va sottolineato, il fabbisogno è circa di 22 milioni di euro annui.

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