Teatro ribelle con Stefano Annoni

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Personaggi – Stefano Annoni in scena lunedì, al parco Bersagliere di Cantù, con il suo lavoro dedicato al martire antimafia Peppino Impastato

Stefano Annoni sempre più mattatore del teatro italiano a 360 gradi, capace di parlare al cuore della gente riaprendo ferite della storia recente.
Il poliedrico attore comasco a teatro alterna ruoli da bravo ragazzo belloccio e innamorato e da ironico folle. Passa da Romeo a Moritz in Risveglio di primavera, da Andrej nelle Tre Sorelle a Cristiano nel Cyrano. Ma ora torna a un ruolo di quelli seri, anzi serissimi, e all’impegno dichiaratamente civile di un teatro fatto di sostanza, che

non ha verità apodittiche ma vuol far pensare.
Stefano ha infatti raccolto, con il monologo Aut, la sfida di uno spettacolo sul martirio di Peppino Impastato, misurandosi con il modello cinematografico de I cento passi, il bel film di Marco Tullio Giordana che ha restituito all’Italia il martire della Sicilia buia del 1978.
Annoni, comasco doc, riproporrà il suo lavoro su Impastato lunedì prossimo alla festa regionale del Pd a Cantù in scena al parco Bersagliere, alle 21.30, con ingresso libero, subito dopo l’incontro con il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge, previsto alle 20.
«Amo condividere diversi tipi di palcoscenico – dice l’attore – e d’estate il pubblico delle feste, come quella di Cantù, è molto stimolante: è una sfida e un piacere conquistare un pubblico che non è venuto espressamente per assistere a uno spettacolo teatrale e vederlo, alla fine, entusiasta».
Lo spettacolo su Impastato, prova impegnativa e tutt’altro che di routine per Annoni, sarà replicato altre due volte in estate, in agosto a Domodossola e poi in settembre a Villasanta. «È cresciuto molto nel corso del tempo, così come sono cambiato del resto io come artista. È inevitabile. Il bello di mettersi alla prova con un materiale umano così complesso come la storia di un giovane impegnato in politica in modo tanto radicale come Impastato è che devi per forza fare un teatro di ribellione. Cioè che vada contro gli schemi usuali e faccia riflettere gli spettatori. È uno spettacolo che dà fastidio, tanto a destra quanto a sinistra. Peppino è stato protagonista di un gesto eroico come la ribellione alla mafia, che per lui ha voluto dire ribellione alla sua stessa famiglia e quindi la firma in calce a una condanna a morte che era ormai definitiva e irrevocabile. Lui ha scelto di andare incontro al proprio omicidio».
«Questo nello spettacolo si vive – aggiunge Annoni – si coglie a pelle, ma abbiamo voluto fare una sterzata rispetto al ritratto un po’ troppo agiografico che esce dal film di Giordana, pur encomiabile, e abbiamo voluto scavare infatti nella personalità complessa di Impastato. Che era tutto “politico”, e di privato non aveva nulla perché infatti non aveva nemmeno una ragazza. E aveva nella sua vita tante luci ma anche tante ombre. Questo dualismo, molto umano, abbiamo cercato di ricrearlo nello spettacolo, che stiamo portando in scena così a lungo e che ha convinto soprattutto il pubblico dei giovani, contribuendo a far conoscere la figura e il sacrificio di questo giovane che ha saputo immolarsi per denunciare la mafia».
Annoni ha, come detto, una carriera poliedrica. Ha persino recitato alla Scala, nel Tristan und Isolde di Patrice Chereau che lo ha poi chiamato nel capolavoro Da una casa di morti di Leó? Janácek in scena sempre alla Scala nel 2009 e nel 2011 alla Staats Oper di Berlino. Diplomatosi nel 2005 alla prestigiosa “Scuola Paolo Grassi” di Milano, lo scorso aprile Stefano ha debuttato, dopo il lancio in prima nazionale al Sociale di piazza Verdi, al Piccolo Teatro Studio con un altro suo progetto, sviluppato con Artevox e As.Li.Co Teatro Sociale di Como, dal titolo Volo Nove Zero Tre – Emil Zatopek il viaggio di un atleta, testo della studiosa di estetica comasca Maddalena Mazzocut-Mis, regia di Massimiliano Speziani. Dove Annoni era in scena con Daniele Gaggianesi. E che andrà anche al Piccolo di Milano. Ossia nel prestigioso tempio del teatro di ricerca meneghino. E si appresta a rientrare dalla porta principale nel teatro nazionale debuttando in autunno con La Scena, atto unico di Cristina Comencini, che firmerà pure la regia, con Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti.
La prima sarà il 15 ottobre a Pescara, poi repliche a Milano in novembre e tour fino a febbraio. Un testo molto attuale, che affronta la crisi dei rapporti tra uomo e donna.

Lorenzo Morandotti

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