Telecamere subacquee per cercare Paola

altDramma nel Lario
La sub 35enne è sparita nel lago domenica scorsa. Oggi riprendono le perlustrazioni davanti a Villa Geno

Metro dopo metro, aiutati anche dall’occhio elettronico della telecamera subacquea, i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno perlustrato per l’intera giornata di ieri i fondali del lago davanti a Villa Geno, nella speranza di trovare il corpo della sub di 35 anni, di Tavernerio, scomparsa domenica scorsa durante un’immersione. Uno sforzo che, almeno per il momento, si è rivelato purtroppo vano. Le ricerche riprenderanno questa mattina.
Sub esperta, Paola Nardini, osteopata

residente a Tavernerio, domenica scorsa, poco prima di mezzogiorno, si è immersa nel lago con un amico e il compagno della mamma, istruttore di sub.
Il dramma, secondo quanto è stato possibile ricostruire, si è verificato nella fase di risalita. La 35enne sarebbe stata colta da un malore o comunque da un problema a causa del quale avrebbe iniziato ad agitarsi e perdere il controllo. Nel panico, la donna potrebbe aver perso il boccaglio indispensabile per respirare.
I due compagni di immersione si sono subito resi conto di quanto stesse accadendo e hanno provato in tutti i modi a riportare in superficie Paola. L’istruttore di sub è rimasto più a lungo con lei, mentre l’amico è risalito per dare l’allarme e mettere in moto la macchina dei soccorsi. A Villa Geno sono subito intervenuti i vigili del fuoco, l’automedica del 118 e l’ambulanza della Croce Azzurra di Como.
L’istruttore di sub ha fatto tutti i tentativi possibili per salvare Paola, poi è stato costretto a desistere e risalire frettolosamente in superficie. A sua volta, soprattutto per la rapida emersione, l’uomo si è sentito male e ha avuto bisogno di essere soccorso.
Trasportato inizialmente al Sant’Anna, il sub è stato poi trasferito a Milano per un trattamento in camera iperbarica. Le condizioni dell’uomo sono fortunatamente migliorate e già ieri, dimesso dall’ospedale, è tornato a Villa Geno per assistere, impotente e sgomento, alle operazioni di ricerca della 35enne.
Non si sono mai allontanati da riva la sorella, la mamma e altri familiari della donna inghiottita dal lago. Per l’intera giornata, sono rimasti con lo sguardo fisso verso il lago, senza staccare gli occhi dal gommone dei sommozzatori dei vigili del fuoco.
Nella zona, per tutta la durata delle operazioni di ricerca, sono rimasti anche gli agenti della polizia provinciale, che stanno seguendo l’intervento e supportano il lavoro dei pompieri di Como, ai quali ieri si sono aggiunti anche due esperti di Milano.
Come da prassi, della drammatica immersione è stata informata anche la Procura di Como. Il pubblico ministero di turno, Maria Vittoria Isella, ha aperto un fascicolo in attesa degli sviluppi delle ricerche di Paola Nardini. Al momento, non ci sarebbe comunque alcun dubbio sulla dinamica di quanto accaduto, così come ricostruito dal drammatico racconto dei due sub che erano con la 35enne al momento della tragedia. Le ricerche del corpo della donna sono estese ad un raggio di circa 200 metri quadrati, nell’area antistante Villa Geno. In quel punto, il lago arriva a una profondità di oltre 80 metri. Secondo quanto riferito dagli esperti, però, nella zona non ci sono correnti importanti. L’intervento dei vigili del fuoco resta comunque particolarmente complesso. I pompieri procedono metro per metro, con l’aiuto anche di telecamere subacquee. Le ricerche di Paola Nardini dovrebbero riprendere questa mattina e sembra che ci sarebbero anche sub volontari disposti a partecipare alle operazioni: resta da capire se e come oggi potranno eventualmente essere impiegati accanto ai sommozzatori professionisti per offrire il loro contributo alle ricerche dell’amica.

Anna Campaniello

Nella foto:
A sinistra, un momento delle ricerche di Paola Nardini davanti a Villa Geno. Sopra, l’area presidiata per evitare l’accesso (Fkd)

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