Tema di Maturità, la parola agli scrittori Vitali, Cocco e Grillo

Studenti comaschi

Sono stati più di 3.800 i comaschi impegnati oggi con la prima prova di Maturità, il tema. E se a scrivere fosse stato qualcuno che lo fa di mestiere, come sarebbe andata? L’abbiamo chiesto a tre autorevoli professionisti della penna lariana, ovvero a Nicoletta Grillo autrice comasca che vive a Berlino dal 2000, e alterna all’attività di scrittura quella di insegnante nelle scuole tedesche e sperimentazioni con altri media. A Giovanni Cocco, scrittore nato a Proserpio, finalista al Premio Campiello, fresco di un contratto con la Marsilio per una trilogia di gialli ambientati sul lago, e al cantore lariano contemporaneo più noto, Andrea Vitali, scrittore e medico di Bellano, che ha all’attivo 61 libri, gli ultimi con Garzanti.

Per chi ancora non lo sapesse, la sorpresa tra le tracce è stata l’analisi del testo dei «Versicoli quasi ecologici» di Giorgio Caproni, poeta livornese scomparso nel 1990. La traccia “rifugio”, scelta dal 40% dei maturandi, quella su “la robotica e le nuove tecnologie”. Apprezzata pure “La natura tra minaccia e idillio nell’arte e nella letteratura”, mentre il tema storico era sul “miracolo economico italiano”. «Qualcuno (insegnanti, giornalisti) ha protestato dicendo che Caproni è conosciuto solo a Livorno e a Genova», sostiene Nicoletta Grillo. «Credo sia la riprova che la classe intellettuale media italiana, in tema di poesia, brancola nel buio – aggiunge l’autrice – Giorgio Caproni è un poeta grandissimo, amato e apprezzato anche all’estero. Certo, raramente la poesia italiana del secondo Novecento (per tacere di quella contemporanea) viene effettivamente trattata nel programma scolastico. Questo è vero». «Ma forse il problema è un altro – sottolinea la poetessa – i ragazzi dovrebbero essere messi in grado di analizzare anche liriche di autori che non conoscono, di avere in mano gli strumenti interpretativi e critici per capire come funziona (o come non funziona) il meccanismo del componimento: per esempio la scelta di un ritmo, della metrica, di un tipo di lessico, di assonanze o rime… Il problema è che per mancanza di tempo, di interesse, o di metodo, questo succede molto raramente».

«Spesso noi scrittori ci lamentiamo delle scelte ministeriali, ma devo dire che quest’anno sono state scelte molto impegnative e per nulla banali», interviene Giovanni Cocco. «L’analisi del testo di Caproni non è certo la traccia su Pavese o Pasolini – aggiunge – In generale la domanda può essere su quanti diciottenni siano in grado di affrontare questi argomenti. Sembrano più temi per universitari, al secondo anno di Letteratura. Personalmente ho trovato molto stimolante il tema sulla natura. Per scrivere di natura non si può prescindere però dallo studio del Romanticismo tedesco, di Friedrich Hölderlin e Novalis per la poesia, o Fichte per la prosa. E anche in questo caso i ragazzi erano penalizzati».

Andrea Vitali

«Quest’anno mi sono posto alle tracce come se davvero fossi all’esame – dice Andrea Vitali – Le ho così scartate una dietro l’altra. Il tema letterario su Caproni perché trovo futile analizzare i testi delle poesie, anche se so di scatenare le ire di chi lo fa. La poesia è un testo già contratto, chi siamo noi per indovinare il significato di un verbo o di una virgola? Per attribuire un significato diverso a chi l’ha scritta?» Vitali avrebbe evitato anche il tema della tecnologia. «Ho un telefono cellulare giurassico, mi informo con i giornali di carta e il televideo, scrivo ancora a mano, non posso parlare di tecnologia», dice.

Lo scrittore che conta opere tradotte in dodici Paesi avrebbe avuto delle remore anche nello scrivere del boom economico. «Molto del costume e dell’epoca esce anche dai Versicoli di Caproni – dice – ma non si può parlare di quegli anni senza ricordare che arrivarono dopo una guerra feroce, con un Paese alla canna del gas. Tempi in cui le vite venivano anche schiacciate a causa del dio denaro, come ha raccontato bene Mastronardi nel “Maestro di Vigevano”». Quindi a Vitali sarebbe rimasta la traccia sulla natura. «Sarei atterrato su Pascoli e Leopardi per esercitarmi in un confronto con la natura di Cormac McCarthy nel libro “La strada”. Avrei citato anche una passaggio splendido del film “Gita Scolastica”di Pupi Avati, quando il professore invita i ragazzi ad ascoltare la natura che vibra in cima alla collina», conclude Vitali.

Paolo Annoni

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