«Tempi inaccettabili» per la giustizia civile. La protesta degli avvocati comaschi

Tribunale di Como

«Giustizia civile negata in Tribunale a Como per le decisioni assunte anche dopo la conclusione della fase più acuta dell’emergenza».
Le Associazioni forensi di Como tornano all’attacco e firmano una nuova, dura presa di posizione per denunciare, come già fatto nel giugno scorso, «la sostanziale negazione dell’accesso alla giustizia, soprattutto per le fasce più deboli».
«I tempi delle udienze sono inaccettabili – attaccano i rappresentanti delle Associazioni forensi – soprattutto per situazioni delicate come separazioni e divorzi. Questo comporta evidenti forti disagi, ritardi e danni per i cittadini e le imprese e per l’esercizio della stessa professione forense».
La proroga fino a metà ottobre dello stato di emergenza potrebbe peggiorare la situazione. «È forte la preoccupazione che si punti a stabilizzare il mantenimento del lavoro a distanza per i dipendenti degli uffici pubblici, condizione che non consente assolutamente alla giustizia di poter effettivamente ripartire», denunciano le Associazioni forensi. Già lo scorso giugno gli avvocati di Como avevano evidenziato come, di fatto, si fosse realizzata un’ingiustificata disparità di regolamentazione del diritto di difesa dei cittadini in ambito civile rispetto a quello in ambito penale, con la conseguente parziale paralisi della giustizia civile al Tribunale di Como.
In una nota congiunta gli avvocati e gli operatori del diritto comaschi si erano detti pronti a rivolgersi alla Corte Costituzionale e alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo.
Le linee guida per le udienze penali dettate dal Tribunale di Como sono state giudicate positivamente dalla categoria, non così quelle per le udienze civili.
«Il vademecum per il civile si limita a ribadire pochi e insufficienti misure – sottolineano i legali – Rimane il problema di ritardi gravi e modalità di presenza non accettabili. Abbiamo deciso di far sentire la nostra voce coinvolgendo tutti gli avvocati del foro di Como, anche con iniziative di protesta».

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