Tempio Voltiano, il cantiere senza fine

Tempio Voltiano

La turista vede la porta socchiusa e non nasconde la sua soddisfazione per poter visitare l’interno di uno dei monumenti più famosi di Como, quello che aveva visto in passato sulle 10mila lire. Il suo scatto sulle scale viene però vanificato sulla soglia dell’ingresso. L’uscio è aperto ma per consentire il passaggio delle persone che stanno lavorando all’interno. Un nastro biancorosso fa infatti capire che non si può entrare e che l’agognata visita dovrà essere rimandata. Ma quando? Per ora non si sa.

La scena è del primo pomeriggio di ieri, ma chissà quante volte si è ripetuta in queste giornate in cui non mancano i turisti che, oltre alla bellezza del lago, visitano Como con interesse anche per la cultura e la storia.
Il luogo? Il Tempio Voltiano, una dei posti più iconici della città, costruito nel 1928 per rendere onore – in questa fase purtroppo soltanto sulla carta – ad Alessandro Volta e alle sue opere.

Ormai è sfumata la speranza di riaprire la struttura a cittadini e visitatori per la stagione turistica, che oramai conta un unico appuntamento, la giornata di Ferragosto (domenica prossima), prima di volgere al termine.
«Al momento sono in corso gli interventi del Comune per ottenere la segnalazione certificata di inizio attività alla prevenzione degli incendi», fa sapere il comandante dei vigili del fuoco Marcella Battaglia. Si tratta infatti del documento che attesta il rispetto delle norme antincendio. A fine luglio si è svolta la riunione tra i rappresentanti dell’amministrazione cittadina e i vertici del comando dei vigili del fuoco di Como proprio per fare il punto sui lavori da mettere in atto per la riapertura.

Era stato l’assessore ai Lavori Pubblici di Como, Pierangelo Gervasoni a spiegare che «il Tempio è a posto dal punto di vista degli interventi», sottolineando la volontà di riaprire il monumento in tempo per la stagione turistica. Ora, però, nessuna risposta arriva da Palazzo Cernezzi. Di fatto uno dei luoghi simbolo della città di Como è, infatti, diventato un “cantiere infinito”.

Dal crollo di una porzione di intonaco e decorazioni dal soffitto della loggia superiore, ormai sette anni fa, il tempio dedicato ad Alessandro Volta è stato dapprima chiuso soltanto al primo piano e poi completamente per alcuni interventi anche al piano terra. La rassegna stampa sulla vicenda comprende una lunga serie di annunci all’insegna dell’ottimismo, ma nella sostanza, alle persone che vogliono conoscere la storia di Alessandro Volta e i suoi cimeli, l’ingresso rimane precluso.

A inizio luglio sembrava questione di poche settimane; un mese dopo invece ancora manca una data certa sulla riapertura del monumento.

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