Tempio Voltiano, misteriose le cause del crollo. Riapertura più lontana

alt Dopo il cedimento all’inizio di luglio
Altre parti di intonaco rischiano di cadere. Escluse infiltrazioni. Necessari nuovi accertamenti
(m.d.) Si allungano i tempi per la riapertura della galleria al primo piano del Tempio Voltiano, dove all’inizio di luglio un blocco di intonaco di circa 2 metri quadrati di superficie, con uno spessore di 4 centimetri, si è staccato dal soffitto.
Gli accertamenti disposti dal Comune di Como hanno individuato altri punti in cui l’intonaco potrebbe cadere ma non hanno fatto luce sulle cause del crollo. Da qui la necessità di ulteriori, complessi approfondimenti.
Le prime indagini chimico-fisiche commissionate da Palazzo Cernezzi si sono concluse nei giorni scorsi. Una ditta specializzata, la Tecnoindagini di Cormano, ha analizzato gli intradossi dei solai con il metodo Sonispect, comprendente un’analisi termografica, la battitura manuale e una diagnosi strumentale. Le verifiche sono state estese all’interno della cupola e alla stabilità dei singoli rosoni.

 

Gli esperti dell’Università dell’Insubria, inoltre, hanno svolto accurate indagini chimico-fisiche sui campioni di intonaco caduti a inizio luglio.
«Le analisi hanno rilevato l’assenza di fessurazioni e di segni di infiltrazione provenienti dalla copertura», sottolinea una nota di Palazzo Cernezzi.
L’intonaco caduto ha uno spessore quasi costante di circa 4 centimetri. Le verifiche effettuate, inoltre, non hanno riscontrato problemi strutturali per la cupola e i suoi elementi decorativi.
«Dalle indagini emergono due dati significativi – spiega l’ingegner Antonio Ferro, direttore dell’area Opere pubbliche del Comune di Como – Il primo è che sono state rilevate altre parti di intonaco in fase di distacco. Il secondo è che non è stata riscontrata una presenza significativa di sali solubili nelle malte analizzate. Non è, pertanto, ad oggi evidente una causa esplicita che possa aver causato il distacco dell’intonaco e non sussistono le condizioni per poter escludere che lo stesso episodio possa ripetersi».
Per ora, insomma, non si sa perché l’intonaco sia crollato e dunque è impossibile mettere in sicurezza il monumento. «Si pone il problema non solo di come ripristinare la parte oggi staccatasi – aggiunge Ferro – ma anche di individuare la metodica più corretta per prevenire ulteriori distacchi. Siamo di fronte a un caso estremamente particolare che sfugge a soluzioni di intervento consolidate nella prassi e proprio per questo dovremo valutare, insieme alla Soprintendenza e con il loro aiuto, i futuri interventi».
«Ci sarà bisogno dei migliori esperti e delle migliori innovazioni tecnologiche – afferma l’assessore all’Edilizia pubblica, l’architetto Daniela Gerosa – La volontà è riaprire quanto prima al pubblico tutto il piano. Il Tempio Voltiano è uno dei monumenti simbolo della nostra città».
Va ricordato che il Tempio non è chiuso: con un biglietto ridotto, si può visitare solo il pianterreno dell’edificio. La galleria teatro dei crolli, invece, è inaccessibile.

Nella foto:
La porzione di soffitto interessata dal crollo, nella galleria al primo piano del Tempio, che resta chiusa, il piano terra è invece visitabile (Fkd)

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