Tempio Voltiano, sul restauro tutto tace. Da gennaio non è più accaduto nulla
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Tempio Voltiano, sul restauro tutto tace. Da gennaio non è più accaduto nulla

Quattro anni fa, nell’estate del 2014, il Tempio Voltiano veniva chiuso parzialmente al pubblico a causa del distacco di una parte dell’intonaco dalla volta dell’edificio. Da allora, uno dei musei più belli e conosciuti della città – il museo, va ricordato, che custodisce la pila di Alessandro Volta – è aperto a metà. E mostra ai turisti, e a tutti gli appassionati di temi scientifici, il volto peggiore di Como: quello dell’incapacità di dare risposte in tempi brevi a problemi sicuramente non irrisolvibili.

A metà gennaio di quest’anno il responsabile del settore Lavori pubblici, Giuseppe Ragadali, ha firmato la determina con cui si nominava il responsabile unico del procedimento (Rup, l’architetto Piera Pappalardo) e si dava avvio alla fase di progettazione dei lavori di ripristino. Progettazione che si sarebbe dovuto affidare esternamente con una lettera di incarico diretto. Dal 12 gennaio, però, non è accaduto più nulla. L’ultima determina relativa al Tempio Voltiano pubblicata sul sito del Comune di Como è proprio quella del 12 gennaio.

«Il progetto di ripristino non l’ho ancora visto – dice l’assessore Vincenzo Bella – non so a che punto sia la pratica, posso immaginare che anche su questo ci siano stati problemi e inghippi che purtroppo fanno dilatare i tempi del nostro lavoro di amministratori». Otto mesi per affidare un progetto, tuttavia, sembrano davvero molti. Tenuto conto che la procedura non prevede nemmeno una gara ma soltanto una manifestazione di interessi e una scelta diretta del dirigente comunale. Come si legge nella determina, l’ultimo monitoraggio del soffitto del Tempio Voltiano, risalente al maggio 2017, aveva dato esito negativo. Anche per questo era stato deciso di «addivenire a una soluzione definitiva» che consentisse di «restaurare e riaprire al pubblico la sede museale» dei giardini a lago, che è anche «la più visitata in città». Otto mesi dopo tutto tace.

24 settembre 2018

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Massimo Moscardi

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