Tensione al Como, società e squadra in silenzio. In classifica ora i lariani si guardano alle spalle

Como Olbia

Una partita deprimente. Una classifica in cui ci si deve guardare alle spalle. Il silenzio stampa proclamato dal club nella giornata di ieri. La contestazione dei tifosi a società, allenatore e squadra.
Lo stop interno con il fanalino di coda Olbia ha lasciato strascichi pesanti in casa del Como. Uno 0-1 arrivato al termine «della partita più brutta che ho visto nella mia vita» come dice Nino Balducci, opinionista di Espansione Tv. I lariani hanno subito la rete degli avversari al 19’ del primo tempo e poi non sono riusciti a reagire. Eppure al 90’ hanno ricevuto la benedizione di un rigore, che sono pure riusciti a sbagliare, con Alessandro Gabrielloni che ha calciato debolmente nella braccia di Simone Aresti, portiere ospite.
Dopo le tradizionali dichiarazioni di fine partita, la società ha deciso di chiudersi nel silenzio. La triste domenica vissuta al Sinigaglia ha anche lasciato l’amaro in bocca ai tifosi, che non hanno gradito il gesto finale della squadra. Dopo il tradizionale abbraccio a metà campo, infatti, gli azzurri sono andati direttamente negli spogliatoi senza salutare la curva e la tribuna, come hanno sempre fatto, anche in occasioni di gare perse.
Pesanti le contestazioni a mister Marco Banchini: «dimettiti» è stata l’espressione più gentile che gli è stata rivolta dal pubblico infuriato. In tribuna non sono mancate le proteste indirizzate al direttore sportivo Carlalberto Ludi e anche qualche riferimento alla società «assente».
Un brutto clima, insomma, con una classifica che per ora non fa paura, ma dove si inizia a guardare anche alla zona retrocessione. I lariani in questo momento sono a +6 dai playout e domenica sono attesi dalla trasferta di Gorgonzola con la Giana Erminio, che ha 6 punti meno dei lariani e che, se finisse oggi il campionato, sarebbe destinata a disputare gli spareggi per la salvezza.
Una Giana Erminio che – purtroppo per il Como – è in forte crescita. Nell’ultimo turno ha addirittura espugnato il campo del Pontedera, che in casa non aveva mai perso. Un secco 2-0 che ha dato morale e fiducia agli uomini di mister Cesare Albè.
Insomma, non la premessa ideale per una squadra come il Como che nelle ultime tre gare ha perso per due volte in casa – con Pistoiese ed Olbia – e ad Arezzo, dopo essere andata in vantaggio, si è fatta raggiungere al 97’. Un punto in tre match con un allenatore che per ora resta al suo posto, ma rimane da capire se la sua posizione sia ancora solida. E la trasferta di domenica a Gorgonzola potrebbe essere una discriminante importante anche per il tecnico.
Nino Balducci non le manda a dire: «Lo scorso anno Banchini aveva un “tutor” come Ninni Corda che lo guidava nelle scelte. Ora, da solo, non lo giudico adeguato a guidare questa squadra in serie C. Ormai lo sto dicendo dalla sesta giornata».
«Un esempio. Ho sentito le sue dichiarazioni, in cui ha spiegato che l’Olbia si è schierato al Sinigaglia con otto difensori e due attaccanti – conclude Balducci – Forse, in questa situazione, Banchini dovrebbe spiegarci perché ha messo cinque difensori. Troppo brutto per essere vero, questo Como: c’è davvero qualcosa che non va».

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