Tenta di imbrogliare all’esame ma finisce al pronto soccorso

Vista esterna Motorizzazione civile

Il metodo utilizzato è sempre lo stesso: uno smartphone attaccato all’interno del maglione che riprende (attraverso un foro nell’indumento) le domande dell’esaminatore proiettate sulla lavagna.
All’esterno della Motorizzazione, un complice vede la domanda e riferisce la risposta tramite un’auricolare. Nel 2018 sono già cinque i cittadini denunciati dalla polizia locale perché sorpresi a imbrogliare all’esame teorico della patente di guida, sei erano stati quelli “pizzicati” nel 2017, altrettanti nel 2016.
Questa volta però l’epilogo è stato più complicato perché un 20enne indiano, residente nell’Erbese, ha dovuto recarsi al pronto soccorso per farsi estrarre dall’orecchio l’auricolare che – nel timore di essere scoperto – aveva infilato troppo in profondità. L’operazione, come detto, è stata condotta dalla polizia locale di Como. L’accusa è di tentata truffa. Sorpreso ad agire con identiche modalità anche un 37enne del Pakistan residente a Luisago. Quest’ultimo è stato controllato solo dopo aver ultimato gli esami, peraltro brillantemente superati. Anche in questo caso tuttavia un controllo approfondito ha permesso di recuperare lo smartphone e gli auricolari. Tutto il materiale utilizzato è stato sottoposto a sequestro. Ora l’indagine si sposta sul tentativo di individuare i “suggeritori”.

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