Tenta di truffare la guardia di finanza, finisce nei guai

Guardia di finanza

Se l’ipotesi accusatoria venisse confermata, avrebbe cercato di truffare i soggetti sbagliati, ovvero la guardia di finanza. È una storia davvero curiosa quella che arriva da Milano e che riguarda una impresa di fornitura di gasolio denaturato per il riscaldamento della provincia di Como. La srl era infatti stata incaricata di fornire 4mila litri di gasolio al Reparto Tecnico Logistico della finanza di Milano. Tuttavia, nonostante l’esibizione di un cartellino di erogazione riportante il quantitativo di 4.001 litri versati nel serbatoio, le aste di misurazione ne avrebbero verificati molti di meno, 3.523,90, quindi 477,10 litri in meno rispetto al pattuito.
Per questo motivo, con l’accusa di essersi appropriato indebitamente di oltre 400 litri, il trasportatore (un 55enne dell’Altolago) è stato arrestato (e rilasciato dopo la convalida) in flagranza di reato. L’uomo è accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato. L’episodio, di cui si è saputo solo ieri, sarebbe avvenuto nei giorni scorsi. La finanza ha sequestrato sia il mezzo utilizzato per il trasporto del gasolio, sia la documentazione relativa alla fornitura del gasolio stesso.
Quanto accaduto è già stato segnalato alla Procura di Milano. Le verifiche della guardia di finanza sono state rese possibili dal fatto che in precedenza, prima cioè del versamento della fornitura del gasolio da riscaldamento, le fiamme gialle avevano compiuto una misurazione di quanto rimaneva nel serbatoio, utilizzando per l’occasione un’asta metrica in dotazione per i controlli nel settore delle accise. Una volta che la fornitura del gasolio è stata ultimata, con il versamento di quelli che – stando al documento fornito – avrebbero dovuto essere 4.001 litri, la seconda misurazione, effettuata con la stessa asta metrica, avrebbe permesso di scoprire che in realtà di liquido ne era stato versato molto di meno, con un ammanco consistente, di quasi 500 litri. In questo modo, secondo l’ipotesi accusatoria, la società lariana si sarebbe «procurata un ingiusto profitto generando nello stesso tempo un danno per l’Amministrazione».

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1 Commento

  • Sergio , 13 Marzo 2021 @ 14:24

    Merita il premio “Volpe 2021”.

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