Tentato colpo alla Loomis di Chiasso, altri sei arresti

Chiasso

Altri sei arresti per la “banda del buco” di Chiasso. Nella notte tra domenica e lunedì sono infatti scattate le manette per altre persone coinvolte nell’operazione “Ocean’s Twelve” che il 26 febbraio scorso aveva portato al fermo di 12 persone per il tentato furto alla Loomis di Chiasso. I fermi – come riporta il Corriere del Ticino – sono stati realizzati dai carabinieri della compagnia di Cerignola, in Puglia, e avrebbero permesso di stroncare completamente il sodalizio criminale. L’indagine è stata condotta dagli investigatori del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Cerignola, con il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Bari.
Gli arrestati, che avrebbero partecipato all’organizzazione del colpo, sono cinque cerignolani e un uomo di Bisceglie. Due pregiudicati si sono inoltre resi irreperibili e sono tuttora ricercati. Nei piani dei malviventi c’era l’intenzione di utilizzare trapani e trivelle per entrare nel caveau ticinese e rubare denaro e oggetti preziosi per un valore totale attorno ai 50 milioni di euro. Le indagine erano partite dalla Dda di Bari e dalla stazione dei carabinieri di Cerignola, passando poi per i militari dell’Arma di Como e approdando in Canton Ticino, alla polizia cantonale, alle guardie di confine e alla polizia comunale di Chiasso. Nel mirino era subito finita una banda pugliese dedita agli assalti ai caveau, con colpi da milioni di euro in contanti, oro e gioielli compiuti nel pieno della notte. Quello che sarebbe dovuto accadere appunto anche alla Loomis, ditta addetta alla custodia e al trasporto di valori. Ma al momento di entrare in azione, i malviventi trovarono sul posto le forze di polizia ticinesi.

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