Tentato omicidio di Cantù, il ferito operato per la seconda volta

Tentato omicidio in centro a Cantù: domattina, giovedì, Antonio Manno, il giovane che si è costituito lunedì sera a Opera, sarà interrogato dal giudice delle indagini preliminari. Sarà assistito dall’avvocato Aldo Egidi di Milano. Secondo quanto ricostruito fino a questo momento, Manno e Andrea Giacalone avevano già litigato prima delle 3.15 della notte, ora dell’esplosione dei due colpi di fucile a canne mozze. L’avevano fatto in piazza Garibaldi a Cantù, intorno alle 2.10. «Ti sparo», avrebbe poi detto Manno allontanandosi. La seconda parte del litigio – «per motivi passionali», avrebbe poi confessato il 21enne in carcere – è andata in scena in via Corbetta, a pochi passi dalla Piazza. Qui, sempre secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Cantù, Giacalone avrebbe resistito, cercando di strappare il fucile a canne mozze dalle mani di Manno. Il giovane ferito

I carabinieri di Cantù sul luogo del tentato omicidio (foto Milanta) I carabinieri di Cantù sul luogo del tentato omicidio (foto Milanta)

da una settimana lotta per la vita in un letto di ospedale del Sant’Anna di San Fermo. Le sue condizioni sono sempre critiche, e la prognosi è riservata. Oggi, mercoledì, il 25enne barista canturino è stato nuovamente operato, per la seconda volta da quanto si trova in ospedale. Una operazione programmata (maxillo facciale, plastica e neurochirurgica) su cui i medici non si sbilanciano.

M.Pv.

 

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