Tentato omicidio di Carugo, il movente è la droga
Cronaca

Tentato omicidio di Carugo, il movente è la droga

C’era la droga dietro il tentato omicidio del 29 agosto scorso a Carugo. Indagando sul ferimento, a colpi di pistola, di un marocchino di 25 anni, i carabinieri hanno individuato i presunti responsabili dell’agguato, ma hanno scoperto anche un’attività di spaccio che avveniva nella stessa zona della sparatoria.
Ieri, i militari dell’Arma della tenenza di Mariano Comense hanno arrestato tre persone e denunciato una quarta a piede libero. Gli inquirenti sono convinti di aver chiuso il cerchio sul tentato omicidio, mentre proseguono le indagini sul commercio di sostanze stupefacenti.
Nella notte del 29 agosto scorso, un 25enne marocchino domiciliato a Milano, irregolare in Italia, era stato ferito a una gamba da un’arma da fuoco. Mentre camminava in via Piave, il giovane era stato avvicinato da due uomini in sella a uno scooter che, puntandogli una pistola alla testa, gli avevano ordinato di inginocchiarsi a terra. Il ragazzo aveva tentato la fuga, inseguito dagli spari. Ferito, è riuscito a rifugiarsi in un cortile nella zona e ha chiesto aiuto ad alcuni conoscenti, che lo hanno portato in ospedale a Cantù.
Meno di 48 ore dopo l’agguato, i carabinieri avevano arrestato uno dei presunti responsabili, Gianfranco Raffa, 38enne di Carate Brianza, accusato di tentato omicidio in concorso e porto abusivo di arma da fuoco. Nelle settimane successive, l’indagine è proseguita e i militari dell’Arma hanno identificato l’altro uomo che, per l’accusa, ha partecipato all’agguato, Ramer Jesus Villar, 24enne della Repubblica Dominicana, arrestato ieri e accusato a sua volta di tentato omicidio e detenzione illegale e porto di arma comune da sparo in concorso con Raffa.
La pistola sarebbe stata fornita ai due da Mattia Mandaradoni, 26enne di Cantù, arrestato con l’accusa di detenzione illegale e porto di arma da sparo.
Indagando per accertare il movente del tentato omicidio, i carabinieri hanno scoperto un’attività di spaccio di cocaina nella quale sarebbe implicata la donna che ha soccorso il marocchino ferito e lo ha accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Cantù, lasciandolo fuori e allontanandosi rapidamente. La donna è la terza destinataria dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita ieri dai carabinieri di Mariano. Si tratta di Simona Papandrea, 45enne di Carugo, accusata di detenzione ai fini di spaccio di cocaina. In auto con la donna, la sera del tentato omicidio c’era anche un uomo, denunciato a piede libero per spaccio. Non risultano invece al momento ipotesi di reato a carico del marocchino ferito nell’agguato.
L’indagine dei carabinieri è stata portata a termine nel giro di poche settimane. Tra gli elementi che hanno permesso di chiudere il cerchio anche le analisi di un cellulare sequestrato a Raffa, il primo arrestato. Dai contatti e dalle conversazioni su WhatsApp dell’uomo, i militari dell’Arma sono riusciti a ricostruire l’attività di spaccio di cocaina nella zona di Carugo e a individuare i presunti responsabili.

3 Ottobre 2017

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