Tentato omicidio di Mezzovico. Trovato il secondo fucile

Blevio – Il ferito è stato intanto dichiarato fuori pericolo dai sanitari del Sant’Anna
Oggi l’interrogatorio di garanzia dell’uomo che ha sparato
Voleva ucciderlo. Tanta è stata la foga nel prendere il fucile da caccia e sparare al vicino. Questa almeno è la convinzione del pubblico ministero di turno in Procura a Como, Giuseppe Rose, dopo aver letto la relazione degli agenti della Questura cittadina in cui si descrive quanto accaduto giovedì pomeriggio in frazione Mezzovico, a Blevio.
Per questo motivo lo stesso pm ha chiesto al giudice per le indagini preliminari, Maria Luisa Lo Gatto, di convalidare il fermo di Davide Mantovani

, 63 anni, milanese con casa a Blevio e di trasformare il provvedimento in custodia cautelare in carcere.
Questa mattina sarà quindi il giudice Lo Gatto a prendere la decisione conclusiva sull’arresto dell’uomo, il quale ieri, dopo un’iniziale ritrosia, ha deciso di collaborare con gli inqurenti, facendo trovare agli agenti della squadra mobile il fucile da caccia, calibro 12, imbracciato per sparare al vicino. Infastidito dai danni alla rete di recinzione di sua proprietà causati da alcuni lavori in corso, Mantovani giovedì ha perso la testa, ha preso il fucile e ha sparato. Poi ha nascosto l’arma, saltata fuori comunque grazie all’insistenza degli agenti.
Un’arma che l’uomo deteneva a Blevio illegalmente (assieme a un fucile ad aria compressa), avendo un’autorizzazione al possesso di armi soltanto per la sua residenza di Milano. Ragione per cui il pm ha contestato al 63enne anche il porto abusivo, oltre al tentato omicidio aggravato dai futili motivi.
La discussione e lo sparo sono scaturiti sembra per un cattivo rapporto di vicinato. Il colpo poteva tuttavia avere conseguenze tragiche per Patrizio Melluso, il 48enne ferito, tuttora ricoverato in ospedale. I medici lo hanno dichiarato ieri fuori pericolo. La prognosi però è di 30 giorni. Giovedì, appena giunto in ospedale, era stato operato e gli erano stati estratti i pallini di fucile conficcati nell’addome e nelle gambe.
Come detto, l’uomo è ricoverato in osservazione ma il peggio è passato.
Al suo fianco, quando è stato ferito, un amico che ha subito dato l’allarme e che per miracolo ha evitato il colpo partito dal fucile di Mantovani. Un solo sparo, esploso però, almeno secondo il pm, con cattiveria. Dopo la discussione per i danni alla recinzione, Mantovani si sarebbe sentito offeso pare da un gesto della vittima. È stato in quel momento che ha perso la testa, è corso in casa, ha preso l’arma e ha sparato. Rimanendo dopo sul posto, senza abbozzare alcuna fuga ma nascondendo l’arma. Oggi la decisione del gip che sentirà il 63enne nell’interrogatorio di convalida.

Marco Romualdi

Nella foto:
Uno degli agenti della Questura con il feritore e, in mano, l’arma ad aria compressa sequestrata già giovedì pomeriggio (foto Mv)

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