Tentò di investire tre carabinieri: chiesto il processo. La Procura contesta a un 25enne il tentato omicidio

Palazzo di giustizia

È accusato di aver tentato di uccidere tre carabinieri, investendoli con l’auto per cercare di scappare nel corso di un controllo.
La Procura di Como, pubblico ministero Mariano Fadda, ha chiesto il giudizio immediato per Benaabla Cherif, 25 anni, arrestato a giugno dalla Polizia di Stato nel Milanese (con un complice) nel corso di un’indagine antispaccio.
Il giovane straniero – di nazionalità marocchina – deve rispondere delle contestazioni che gli vengono rivolte per quanto accadde a Limido Comasco il 7 maggio scorso.
Quel giorno ai carabinieri della caserma di Mozzate era giunta la segnalazione di un’auto – un’Audi A6 – che si era sottratta ai controlli di polizia. Per questo, i militari – una volta intercettata la vettura – avevano intimato l’alt per poter verificare chi fossero gli occupanti.
Mentre i tre carabinieri procedevano all’identificazione, il sospettato iniziò a divincolarsi salendo a bordo dell’auto e mettendola in moto per scappare. Un tentativo che non si fermò nemmeno di fronte a uno dei militari che nel frattempo era salito sul cofano infrangendo il parabrezza con l’intento di fermare il fuggiasco. Il marocchino, anzi, tentò di investire lo stesso militare poi caduto sull’asfalto.
Altri due carabinieri rimasero contusi, trascinati dall’auto mentre cercavano di aprire le portiere per far desistere il 25enne.
Un episodio concitato e violento, che si concluse con il marocchino che riuscì a far perdere le tracce nonostante un inseguimento proseguito fino a Saronno. Il fuggitivo era poi andato a sbattere con l’auto, scappando infine a piedi.
Nel corso di una indagine per droga, tuttavia, i poliziotti del Commissariato Scalo Romana di Milano, recuperarono un bel po’ di cocaina ed eroina, e pure (in via Bolivia a Paderno) il 25enne che – nel tentativo di scappare nuovamente – si era appeso alla ringhiera del balcone del settimo piano. Fatica questa volta inutile perché il marocchino fu arrestato e condotto in carcere a disposizione della Procura di Como. E ora, a conclusione delle indagini, l’accusa ha contestato il tentato omicidio dei tre carabinieri di Mozzate, e pure la resistenza a pubblico ufficiale. I militari se la cavarono con qualche escoriazione e con contusioni, ma anche (in un caso) con un trauma cranico.
Mauro Peverelli

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