Teresio Olivelli, il 3 febbraio la proclamazione a beato
Territorio

Teresio Olivelli, il 3 febbraio la proclamazione a beato

Sabato 3 febbraio a Vigevano, presso il palasport, alle ore 10.30, il venerabile Teresio Olivelli verrà proclamato beato. Per l’occasione partiranno dalla diocesi di Como oltre duecento fedeli. La celebrazione sarà presieduta dal cardinale Angelo Amato – prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi –  concelebrata dai vescovi di Vigevano Maurizio Gervasoni e Como, Oscar Cantoni e da altri presuli e sacerdoti. L’Azione cattolica della diocesi di Como, con l’intera presidenza, sarà a Vigevano già dal 2 febbraio, per la Veglia di preghiera che precederà il rito di beatificazione.

Teresio Olivelli fu ucciso il 17 gennaio 1945 nel campo di concentramento di Hersbruck in Germania, a 29 anni.
Morì nel tentativo aiutare un prigioniero ucraino picchiato da un aguzzino. Fatale un calcio al ventre che lo colpì proprio mentre cercava di fermare la brutale aggressione.
Professore universitario, ufficiale degli alpini sul fronte russo, partigiano sulle montagne, arrestato a Milano e trasferito in diversi campi di prigionia prima di essere condotto nel lager dove morì, scrisse la famosa “Preghiera del Ribelle”, un simbolo per i partigiani cattolici e non solo.
La sua fu un’esistenza breve ma pervasa da una vicinanza totale con i più deboli. Nato il 7 gennaio 1916 a Bellagio, presto si trasferì con la famiglia a Mortara (Pavia), nella diocesi di Vigevano, nei luoghi di origine dei genitori.
Si laureò in Giurisprudenza a Pavia e giovanissimo, a soli 27 anni, venne nominato rettore del prestigioso collegio Ghislieri di Pavia.
Dopo l’ingresso dell’Italia in guerra decise di partecipare alla campagna di Russia, come sottotenente della Divisione Tridentina, portando sempre conforto e sostegno anche sui campi di battaglia. Decise di partire anche perchè non riteneva giusto che fossero sempre i più umili a dover essere chiamati al fronte in campagne così pericolose.
Da sempre membro attivo dell’Azione Cattolica e poi della Federazione universitaria cattolici italiani (Fuci), si dedicò incessantemente a opere caritatevoli a favore dei poveri e dei malati. Un atteggiamento che rimase identico sia in tempo di guerra che dopo l’8 settembre 1943. Dopo l’armistizio viene arrestato una prima volta a causa del suo rifiuto di collaborare con i nazifascisti. Situazione pericolosa dalla quale riesce a sottrarsi fuggendo.
Venne successivamente arrestato a Milano il 27 aprile 1944.
Fu trasferito in un primo momento nel campo di concentramento di Fossoli, vicino Carpi, poi trasferito nei lager di Bolzano-Gries, Flossenbürg e Hersbruck dove venne brutalmente ucciso.

24 gennaio 2018

Info Autore

Redazione Corriere di Como

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
novembre: 2018
L M M G V S D
« Ott    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto