Terragni e i colleghi “Com’era dov’era”

Il fronte del no
(p.an.) Se il Comune di Como e gli “Amici di Como” sono pronti ad accelerare sull’operazione Libeskind, il fronte del “no” alla sua collocazione sulla Diga Foranea non cede. Adesso Como, il movimento politico di Alessandro Rapinese, ha organizzato martedì prossimo a Villa Gallia (dalle 18.30) un incontro pubblico con la partecipazione degli architetti Attilio Terragni, Attilio Stocchi e Hajime Miyajima. Titolo della serata è “Com’era, dov’era”, ovvero un dialogo sulla città «per approfondire le ragioni per le quali sia inopportuna la posa del monumento che l’amministrazione comunale intende porre sul tondello della diga foranea Piero Caldirola di Como», si legge nell’invito all’evento. Se Terragni non ha bisogno di presentazioni, anche i suoi colleghi Stocchi e Miyajima sono nomi di spicco. Stocchi, di origini veneziane, ha lavorato a Parigi e Roma. Oggi è titolare di uno studio a Milano. Ha esposto a Palazzo Reale per la Triennale di Milano e alla Biennale di Architettura. Ha progettato e realizzato padiglioni, scuole, interni, gallerie e diversi spazi pubblici. Nel febbraio 2011 ha ultimato la sistemazione architettonico-paesaggistica “Lumen”, a Lumezzane (Brescia). Il collega di origine giapponesi, ma da tanti anni sul Lario, Hajime Miyajima (ha studiato al Volta e si è laureato al Politecnico di Milano), è titolare dello studio HJM di via Odescalchi a Como, dopo aver collaborato con altri studi del capoluogo lariano e milanesi come interior designer e architectural designer.

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