Terremoto giudiziario: elenchi, soldi versati e nomi trovati su un pc e in un manoscritto

Agenzia delle entrate

Tutto era contenuto in un pc, in una pen drive e in un manoscritto di quattro pagine scritte a mano compilate fronte e retro. Sopra, il nome dei professionisti che avevano versato la tangente, il totale dell’esborso e il riferimento al beneficiario della corruzione. Il materiale era stato trovato nella disponibilità di Stefano La Verde, un funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Como che era stato arrestato nel corso della prima fase delle indagini.
A punto fermo, si sono poi aggiunte intercettazioni, riscontri, tabulati telefonici e anche dichiarazioni degli stessi “vecchi” indagati che hanno definito la loro posizione e che hanno poi aperto il secondo fronte eseguito ieri.
In carcere sono finiti in due: Simona Secchi, 50 anni, residente in Svizzera (a Bissone) e professionista dello studio Pennestrì, in cui lavorava nei giorni del primo blitz. Secondo l’accusa era «partecipe e consapevole del sistema corruttivo ideato» e anche delle false sponsorizzazioni che servivano per creare fondi neri utili proprio al pagamento di tangenti. Secondo il gip, inoltre, dopo l’arresto dei Pennestrì, si sarebbe «accreditata come nuovo referente nei confronti dei professionisti del Comasco», contattandoli e rassicurandoli sul fatto che lo studio fosse ancora attivo. L’indagata avrebbe anche brigato per ottenere informazioni sulle indagini in corso. Il secondo arrestato in carcere è Roberto Colombo, 61 anni di Casnate con Bernate. Sarebbe lui il funzionario dell’Agenzia delle Entrate che (ancora in servizio) avrebbe prestato il fianco per far ottenere vantaggi e sgravi fiscali ai clienti dei commercialisti. Un «referente stabile», come viene definito nell’ordinanza, delle attività illecite. Il suo primo accordo corruttivo risalirebbe addirittura al 2012. Ai domiciliari sono invece finiti i commercialisti Alessandro Colombo (50 anni di Como), Raffaele La Gamba (59 anni, di Como), Dino Leoni (59 anni, di Colonno), Franco Luraschi (50 anni, Appiano Gentile), Massimo Mariangeloni (59 anni, Cernobbio), Claudio Quadranti (63 anni, Como), Michelangelo Rossini (73 anni, di Lurago Marinone) e Gabriella Terenghi (70 anni, Faggeto Lario). A tutti questi nomi vengono contestati episodi di corruzione. Ai domiciliari anche l’avvocato Niva Matteri di Olgiate Comasco (54 anni). Molti dei professionisti elencati erano anche curatori fallimentari e iscritti all’albo dei Ctu del Tribunale di Como. Sempre ai domiciliari l’imprenditore tessile Paolo Sampietro (Como, 65 anni), e l’ex funzionario dell’Agenzia delle entrate di Como Roberto Santaniello (Cantù, 69 anni), che continuava a «procacciare» – secondo l’accusa – «clientela anche dopo il suo trasferimento». L’ultima ordinanza è stata per Antonio Silipo (65 anni, di Varese) capo settore gestione risorse dell’Agenzia delle Entrate di Milano, che avrebbe rivelato a Leoni (vecchio dirigente di Como) l’esistenza di una indagine a suo carico.

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