Terrorismo: prefetto e questore confermano l’intensificazione dei controlli

© FKD | COMO. . Un controllo della polizia © FKD | COMO

(a.cam.) «È fondamentale alzare il livello di attenzione per la tutela del territorio». Il questore di Como, Michelangelo Barbato, conferma la massima allerta dopo l’intervento di venerdì alla Camera del ministro dell’Interno sulla necessità di sorvegliare in particolare i valichi di frontiera, «esposti al possibile transito di jihadisti diretti o provenienti dalle aree di conflitto».
Un intervento, quello di Alfano, rafforzato da una circolare del capo della Polizia, Alessandro Pansa.
«Secondo le indicazioni che arrivano a livello centrale, c’è già un’intensificazione dei servizi sia nelle zone di frontiera sia nelle aree che conducono alla Svizzera – dice Barbato – Ovviamente, l’attenzione è rivolta ai flussi di persone in entrata e in uscita dallo Stato». Il ministro Alfano, nel suo intervento in Parlamento, ha fatto riferimento proprio ai «rischi di infiltrazione insiti nelle dinamiche migratorie».
«L’intensificazione dei servizi – conclude il questore di Como – è un’attività inevitabile, a prescindere dalle ultime indicazioni del ministero, che viene messa in campo in modo sistematico in questi casi. È fondamentale alzare il livello di attenzione».
Un’attenzione ribadita anche dal prefetto di Como, Bruno Corda. «In ottemperanza alle disposizioni del ministro ci siamo organizzati di conseguenza – dice – Stiamo dando luogo a tutte le misure di prevenzione e controllo sul territorio, compresi ovviamente i valichi».
Per il prefetto, è importante anche rassicurare i cittadini. «Ci sono situazioni che vengono esaminate costantemente nell’ambito del comitato provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica che si riunisce periodicamente, in modo particolare per eventi che richiedono un’attenzione ulteriore – sottolinea Bruno Corda – Il nostro compito è infondere sicurezza nei cittadini. Terrore e terrorismo si combattono con la presenza delle istituzioni e facendo in modo che i cittadini abbiano la convinzione che le istituzioni ci sono».
Di Como e degli episodi legati all’integralismo islamico ha parlato anche il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, ricordando la recente condanna di un marocchino per abuso dei mezzi di correzione e disciplina.
«Un marocchino di 48 anni residente sul Lario è stato condannato a 3 mesi di carcere per aver picchiato la figlia di 12 anni – ha detto Salvini – Voleva impedirle di uscire con le amiche e voleva imporle il velo. Che bella integrazione. È ovvio che non tutti gli islamici sono terroristi, per fortuna. Ma è vero che troppi islamici vogliono imporre con violenza non solo una religione, ma un modo di vivere incompatibile con la nostra libertà».

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