Terrorismo: spuntano legami con Lario e Ticino per il torinese arrestato

Sarà una Pasqua con misure di sicurezza intensificate anche sul Lario per proteggere gli obiettivi “a rischio”, ovvero con alta concentrazione di persone, tra residenti e turisti.
Lo ha deciso il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa) nell’ultima riunione presieduta dal ministro dell’Interno Marco Minniti.
Il vertice al Viminale è arrivato a poche ore dalle operazioni condotte a Foggia e a Torino, che hanno portato all’arresto di due radicalizzati, un marocchino naturalizzato italiano e un egiziano con cittadinanza italiana.
Elmahdi Halili, arrestato dalla Digos di Torino perchè sospettato di partecipazione all’associazione terroristica dello Stato Islamico, aveva legami anche con la cosiddetta “rete insubrica” del terrorismo.
L’italo-marocchino che nel 2015 aveva già patteggiato due anni per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, per la redazione e la pubblicazione sul web alcuni documenti di esaltazione dello Stato Islamico, aveva avuto contatti con Abderrahim Moutaharrik, il campione di kickboxing che si muoveva tra il Ticino (si allenava in una palestra di Canobbio), il Comasco e il Lecchese. Moutaharrik è stato condannato a sei anni di reclusione in primo grado, poichè sospettato di terrorismo internazionale. Moutaharrik era cresciuto a Valmadrera ed è stato fermato prima che partisse con la famiglia per la Siria. Il presunto jihadista torinese aveva avuto contatti pure con Abderrahmane Khachia, marocchino residente in provincia di Varese, condannato a sei anni reclusione, e fratello di Oussama, giovane foreign fighter che aveva abitato a Viganello (Lugano), poi morto da combattente in Siria. Contatti per cercare nuovi adepti sui social network, come nelle periferie delle città.

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