Terzi in Italia per la facoltà di Legge. Ma manca la mensa

Il Chiostro dell'Università dell'Insubria

La classifica Censis delle università italiane premia l’Insubria: Giurisprudenza, magistrale a ciclo unico, è al terzo posto in Italia con 97,5 punti, a pari merito con Milano Bicocca. Terza in Italia dopo Bologna e Trento. Commenta Grazia Mannozzi, coordinatrice del corso con sede a Varese e a Como, all’interno del Dipartimento di “Diritto economia e culture” diretto dalla professoressa Barbara Pozzo: «Siamo orgogliosi di questo risultato, che è frutto di un lavoro di squadra, volto al perseguimento dell’eccellenza nella ricerca e nella didattica».
«Siamo contentissimi – dice Barbara Pozzo – quello che abbiamo fatto è andato a segno e la nostra riforma ha dato frutti. È come iniziare a giocare a tennis e poi trovarsi sul podio con un asso come Djokovic o Berrettini. Bologna e Trento sono atenei che hanno alle spalle una lunga storia, quello felsineo è un ateneo attivo dall’XI secolo. Per noi è come avere già vinto. Ma non dormiamo sugli allori. Ad esempio vogliamo investire sui nostri studenti dando loro la possibilità di lavorare negli studi legali, a Como ma anche nel resto della Lombardia e ci attiveremo in proposito con apposite convenzioni, valorizzando ad esempio i focus che abbiamo messo in atto sul mondo della moda e sul diritto internazionale. Siamo un territorio che crede nel tessile ed è un’area di confine e quindi di passaggio, interessata da flussi migratori che certo non si fermeranno in futuro e vanno governati. Abbiamo appena stipulato una convenzione con l’“Unione italiana Food” per un master su “legge e cibo”. E poi sono in arrivo nuovi docenti: per diritto del lavoro, geografia, diritto tributario, scienza delle finanze, filosofia del diritto e cinema. Sono figure che ci servono perché avvieremo dal 2022 la laurea magistrale in scienze del turismo che sarà tutta in inglese, sia in presenza che online».
Manca però un dialogo più concreto con la città di Como. «Sarebbe bello che come succede a Trento ma anche a Varese l’università potesse contare su una mensa. L’Insubria a Como ha anche un polo scientifico oltre al dipartimento umanistico e quello giuridico economico. Ha bisogno di uno spazio aggregativo e conviviale, magari equidistante rispetto ai poli di cui sopra, da aprire anche ai lavoratori e non solo agli studenti. Sono strutture di cui si sente fortemente la mancanza – dice Barbara Pozzo – e che farebbero ulteriormente la differenza come lo ha fatto la qualità dell’offerta formativa che è alta perché abbiamo fatto scelte innovative, come il doppio titolo con l’università francese e il titolo congiunto con il corso di economia che permette di avere due lauree magistrali in sei anni. Oltre ai corsi professionalizzanti molto innovativi che dicevo prima. Occorre come detto lavorare di più sulle infrastrutture».
Da parte sua Sergio Lazzarini, comasco e professore di Diritto romano all’Insubria, che è stato parte attiva dell’ateneo comasco, fin dall’istituzione di Giurisprudenza e dell’Università stessa a Como, allora come corsi della Statale di Milano, sottolinea: «Numerosi sono i parametri considerati nella graduatoria Censis. Credo che Giurisprudenza di Como, oltre all’impegno didattico dei docenti e alla loro attività scientifica, abbia visto riconosciuti i risultati di un’intensa attività di collegamento con la comunità comasca e le sue forze produttive ed imprenditoriali. Inoltre, la prestigiosa sede di Sant’Abbondio (esito della collaborazione di Comune, Regione e Università), che si è voluta vincolata proprio a sede di Giurisprudenza, è componente importante per una valutazione complessiva del corso giuridico. Altro rilevante fattore è quello della ricca biblioteca, che è prima tra quelle delle università italiane di recente formazione, grazie ai costanti nuovi incrementi, ma – alla base – grazie alle sagaci acquisizioni delle biblioteche personali di famosi docenti: Aurelio Candian, Arnaldo Biscardi, Aristide Calderini, Gerardo Broggini e a varie donazioni di fondi librari (da parte del presidente Ciampi, del giudice costituzionale Guizzi e di altri ancora): è un patrimonio davvero significativo a disposizione di studenti e docenti, un fiore all’occhiello dell’Università».

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