Tesi all’Insubria, arrivano 13 nuovi “promotori del dono”

Chiostro di Sant'Abbondio università dell'Insubria di Como

Sono tredici i nuovi promotori del dono che si sono uniti oggi agli oltre 50 già diplomati negli scorsi anni presso il dipartimento di Diritto economia e culture dell’Università dell’Insubria di Como in partnership con Fondazione Comasca.

Questa mattina gli studenti della quarta edizione del Master Promotori del Dono in videoconferenza hanno discusso la loro tesi davanti alla commissione ed ai tutor: si è trattato del piano di raccolta fondi annuale per gli enti di appartenenza. Questo percorso formativo è infatti pensato per trasformare i nuovi diplomati in sostegno concreto ed immediato per tante realtà no profit del territorio comasco ma non solo.

“L’esigenza causata dalla pandemia di far seguire le lezioni universitarie online è stata anche l’opportunità per allargare l’offerta formativa al di fuori del territorio comasco e delle provincie confinanti. È una strada che abbiamo intrapreso per necessità ma che continueremo a perseguire per portare in tutta Italia i buoni frutti della cultura del dono che sono propri della missione della Fondazione. In questa edizione, infatti, una studentessa ha frequentato il master dal Piemonte.” Con la dichiarazione del presidente di Fondazione Comasca Martino Verga, si aggiunge anche quella di Bernardino Casadei, coordinatore del master sin dalla prima edizione: “L’opportunità di crescita che il master offre non solo agli studenti ma anche agli enti che li accompagnano nel percorso, non può più limitarsi al nostro territorio e siamo contenti di constatare che alla prossima edizione si sono iscritti diversi studenti legati a realtà non lombarde”.

Giuseppe Porro, direttore del master, aggiunge:” Il master crea figure professionali esperte nel fundraising ed alla cura delle relazioni sociali, in grado di mobilitare e rafforzare nell’ente il patrimonio relazionale e far riscoprire valori assopiti come il senso di appartenenza all’interno dell’ente e verso il territorio. Tutto questo restituisce nel tempo molteplici benefici sia in termini di welfare, sia in termini di auto sostenibilità. È confortante pensare che anno dopo anno, grazie a sempre più diplomati, la cultura del dono si diffonderà nel territorio italiano, con il nostro Ateneo al centro, come punto di partenza.”

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