Tesori culturali da conoscere e preservare

LA PREZIOSA “MAPPATURA” SUL LARIO
La prossima mostra di Villa Olmo, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dall’assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, Sergio Gaddi, sarà dedicata alla dinastia fiamminga dei Bruegel, attivi tra il ’500 e il ’600. Una buona notizia per chi è appassionato d’arte, ma che non deve far dimenticare o passare sotto silenzio – a mio avviso – i tanti tesori d’arte che l’antichità ci ha lasciato, tra Medioevo e Ottocento, e di cui sono ricche anche le nostre località più impervie. Specie nelle chiese, con affreschi e arredi sacri di inestimabile valore, tracce di quei Maestri Comacini che furono celebri in Europa per la loro attività. Opere che sono minacciate oltre che dall’incuria dall’interesse dei ladri.
Sul vostro giornale ho letto che nella parrocchiale di Zelbio è conservata copia di un dipinto di Caravaggio. Che Vittorio Sgarbi ha visto e proposto di studiare. E chissà quanti altri tesori giacciono ignoti nei polverosi sottoscala di qualche sacrestia. Se la Diocesi completerà la mappatura dei beni culturali in possesso delle chiese comasche, sarà già un buon risultato. L’importante è sapere quel che si ha. Solo così si è spronati a custodirlo.
Francesca Pradelli

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