Tesoro di Como, a gennaio la firma, ma i tempi per la mostra non ci sono

monete d'oro di como

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Per gli ottimisti ieri è arrivata la conferma che Como tornerà presto ad avere il suo tesoro. Per i pessimisti, invece, la notizia della firma per il mese di gennaio dell’accordo tra Comune di Como e Soprintendenza, riguardo il tesoro, o meglio le monete d’oro, significa che difficilmente ci saranno i tempi tecnici per allestire una mostra dei reperti entro primavera. Manca ancora una sede adeguata. Si deve insomma avviare un percorso quasi da zero su un protocollo ancora da firmare e che, presumibilmente, conterrà strettissime regole per la conservazione del tesoro.

Salvo un miracolo, il capoluogo lariano si appresta a vivere un’altra bella stagione senza mostre o grandi eventi culturali. L’ultima esposizione di un certo richiamo in città rimarrà così quella firmata dall’ex assessore Luigi Cavadini nel 2015, dopo i trionfi dell’era Gaddi.

Ma torniamo alla notizia iniziale. L’accordo sottoscritto con la Soprintendenza è un’intesa necessaria per iniziare i lavori che permetteranno di creare uno spazio dedicato all’esposizione del cosiddetto “tesoro di Como”. Si tratta di mille monete d’oro rinvenute sotto l’ex teatro Cressoni di via Diaz durante i lavori di scavo.

Come detto, resta al momento molto difficile ipotizzare che la Chiesetta delle Orfanelle, spazio che si trova all’interno del Museo Archeologico “Paolo Giovio”, in piazza Medaglie d’Oro, e location scelta per la mostra al pubblico delle monete, possa essere pronta per allestire la mostra nella primavera del 2020, data prevista per l’inaugurazione dell’esposizione da parte dell’amministrazione.

Al momento sembrerebbe anche sfumata l’opzione alternativa di allestire il tutto lungo il percorso romano presente nel museo e poi, progressivamente con il procedere dei lavori necessari, arrivare a uno spostamento definitivo delle monete. Nelle intenzioni dell’amministrazione, e più nello specifico dell’assessorato alla Cultura guidato da Carola Gentilini, ci sarebbe al volontà di avviare, sempre a gennaio una volta firmato l’accordo con la Soprintendenza per valorizzare il tesoro, di avviare la gara per affidare i lavori almeno di una prima porzione di lavori.
Gli interventi da eseguire, infatti, non riguarderebbero soltanto il luogo prescelto, ma anche altri punti del museo.

Poco più di un anno fa, nel corso degli scavi di un cantiere per la realizzazione di appartamenti nel’ex cinema Cressoni, è stato rivenuto a circa 2 metri di profondità il tesoro di monete d’oro di epoca romana all’interno di un recipiente in pietra ollare.
Una scoperta di grandissimo valore, con eco internazionale. L’ex ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli parlò già in occasione della presentazione del ritrovamento archeologico di un «progetto» di valorizzazione. Progetto che ora si sta concretizzando, ma con tempi ancora incerti.

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