Tessile, accordo Ratti-Mantero, collaborazione tra competitor

Foto Azzurra fotoincisione
I due big nel capitale di Foto Azzurra di Cassina Rizzardi

Ratti e Mantero soci. Insieme, una “strana coppia” nei decenni concorrenti, a volte anche acerrimi, in competizione sui medesimi mercati e per gli stessi clienti; big del distretto tessile comasco con glorie passate simili e poi analoghi problemi, cali di fatturato, ridimensionamenti, esuberi, fino a una ritrovata stabilità. E oggi, appunto, addirittura soci.
I due colossi del made in Como – colossi relativi nel mondo globale del tessile/abbigliamento, ma visti da qui, dal Lario e dintorni, comunque realtà di spicco – hanno annunciato ieri un’operazione congiunta che li vede entrare nel capitale di Foto Azzurra srl, azienda di Cassina Rizzardi che produce quadri per la stampa tessile. In una “collaborazione tra competitor”, recita il comunicato, che sottolinea la collaborazione, ma anche che i due attori restano competitor, concorrenti. Con molto in comune, i quadri da stampa ovviamente, vista l’attività di Foto Azzurra e successi basati in buona parte proprio sui tessuti stampati secondo la tecnica tradizionale, prima del digitale, ma sempre separati. Una novità, di più, una stranezza per la Como del tessile che ha sempre visto tutti anche e forse soprattutto concorrenti, con splendide individualità ma non sempre spirito di squadra. «Questa – spiega Franco Mantero, Ceo di Mantero Seta – è sembrata a entrambi una bella idea. C’è attenzione a un comparto del settore tessile, la fotoincisione, in grande difficoltà. Da anni la stampa serigrafica, quella a quadri, è un mondo di nicchia, ma proprio questa tipologia di lavorazione ha dato moltissimo alle nostre due aziende e al distretto, un mondo dalle altissime competenze tecniche, molte di più che nel digitale».

Tamborini Sergio AD della Ratti
Tamborini Sergio AD della Ratti



Insomma, in questi anni di tecnologia, di stampanti e plotter e software che riescono a riprodurre e stampare quasi tutto – quasi, appunto – e con aziende come Ratti e Mantero che della stampa ink jet fanno abbondante uso, guardare al passato per preservarlo è parso una responsabilità cui non sottrarsi. Questa società partecipata dai due big lariani non è comunque una operazione “nostalgia”: «Le nostre aziende non sono onlus, l’ingresso nel capitale di Foto Azzurra – chiarisce Sergio Tamborini, amministratore delegato di Ratti – è business. Non sarà mai una parte fondamentale delle nostre attività, non faremo i bilanci sulla base della stampa tradizionale a tavolo, ma è un’opportunità che abbiamo colto come positiva e interessante». Al dubbio di fondo – e cioè se questa operazione possa essere preludio ad altre, magari a una unione, una fusione addirittura delle due aziende – sia Mantero che Tamborini sorridono.

Rimarca infatti Sergio Tamborini: «Abbiamo trovato incroci e obiettivi comuni, come in questo caso, ma senza evoluzioni di altro genere. Nessuna fusione in vista, restiamo concorrenti. Ferocemente concorrenti». Circa 400mila euro l’investimento in Foto Azzurra, come sottoscrizione di un 40% del capitale sociale ripartito in parti uguali tra i due nuovi soci. La maggioranza resterà dunque agli attuali proprietari, cui competerà anche la gestione ordinaria dell’azienda, con un Consiglio di amministrazione che vedrà i rappresentanti di Ratti e Mantero accanto ai soci attuali della piccola srl.

Franco Mantero
Franco Mantero


Altra singolarità di questa operazione è che «non intende essere esclusiva» e che nulla toglierà agli altri fornitori delle due aziende tessili comasche. «Non ci sono preclusioni al fatto che altri si aggiungano alla compagine sociale di Foto Azzurra – spiega Franco Mantero – proprio perché questo ci sembra un nuovo modo di fare sistema, di salvaguardare le eccellenze che hanno fatto grande il made in Como come, appunto, la fotoincisione». La Como del tessile ha infatti grandi capacità artistiche e creative ma anche manuali che hanno fatto la differenza in passato. «Integrare e rafforzare pezzi della nostra filiera produttiva – conclude Sergio Tamborini – ci sembra fondamentale. Da parte nostra abbiamo voluto dare respiro, continuità, sostegno agli investimenti di una azienda che ha un valore per il distretto. Vorremmo che questo modo di pensare si estendesse anche ad altre aziende, che fosse fatto proprio da tutti».
Giorgio Civati

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