Tessile: bene la sciarpa, male la cravatta. Il fatturato 2018 del distretto serico fa segnare +4,1%

Il settore tessile guarda al futuro

Il fatturato 2018 della tessitura serica mostra un aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente.
È quanto emerso dal XXVIII Osservatorio del Distretto tessile di Como, che ha diffuso i dati raccolti tramite l’indagine svolta da Confindustria Moda e dal Gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como.
«Fatturato che cresce e volumi in maggiore sofferenza – dice Guido Tettamanti, dirigente di Confindustria Como – Quello della filiera tessile è un quadro composito visto che è formato da centinaia di aziende in concorrenza tra loro». Tra i prodotti più richiesti, l’accessorio, che cresce dell’11% nel 2018 e del 16% nei primi mesi del 2019. «Le sciarpe di lana e di cachemire stanno andando molto bene – prosegue Tettamanti – con una crescita considerevole. Ci sono però altri settori in calo, come la tessitura tinto in filo ad esempio».
Continua invece il declino della cravatteria, che ha perso lo 0,9%, proseguendo lungo un percorso di ridimensionamento che dura ormai da diversi anni.
Il settore tessile si è evoluto per rispondere alle esigenze del mercato e particolare attenzione viene data alla sostenibilità.
«Nel tempo si è lavorato molto per migliorare la qualità dei prodotti – interviene Giorgio Penati, presidente del Centro tessile serico di Como – sia in termini di biodegradabilità sia in termini di pericolosità facendo in modo che tali prodotti pericolosi non possano in alcun modo entrare nel circolo di vita normale, come ad esempio finire nelle acque».
I prodotti comaschi tengono sui mercati internazionali, anche se si moltiplicano i rischi negativi: tra questi la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina. «I nostri dati confermano inoltre la forte ascesa, inarrestabile, della Cina – spiega Stefania Trenti, della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, intervenuta con la collega Ilaria Sangalli – ma anche la capacità da parte degli operatori italiani e comaschi in particolare, soprattutto sui tessuti di seta, di reggere bene sui mercati più interessanti dove viene apprezzata l’elevata qualità dei nostri prodotti a partire da Francia, Germania, Regno Unito e soprattutto negli Stati Uniti».
Infine, i primi mesi del 2019 si sono distinti per una crescita del fatturato, maturato soprattutto grazie al positivo sviluppo del segmento del lusso.

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