Tessile, impennata nella Cig ordinaria. Ma cala la cassa integrazione totale
Economia, Territorio

Tessile, impennata nella Cig ordinaria. Ma cala la cassa integrazione totale

Impennata nelle richieste di cassa integrazione ordinaria nel Comasco nei primi due mesi dell’anno, che dalle 13mila ore del medesimo periodo del 2016 balzano a quota 528mila, con un incremento che supera il 3.900%. Nel complesso, però, prendendo in considerazione tutte le forme di Cig – straordinaria e in deroga oltre che ordinaria – il ricorso a questo ammortizzatore sociale all’inizio di quest’anno è in diminuzione del 23,6% rispetto ai primi due mesi del 2016. A tracciare l’andamento della Cig sul Lario è la Uil di Como che, basandosi sui dati dell’Inps, fa notare che il calo complessivo è stato più marcato nel Lecchese (-81,9%) che nel Comasco (-23,6%).

«In provincia di Como ha influito negativamente la cassa ordinaria, aumentata di oltre il 3.900% rispetto allo stesso periodo del 2016 – afferma Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil del Lario – È il distretto tessile a pesare enormemente, con un’incidenza del 37% sul totale della cassa integrazione ordinaria del bimestre». Le ore di Cig ordinaria chieste dalle aziende tessili, azzerate all’inizio del 2016, sono infatti salite a quota 196mila nei primi due mesi del 2017, coinvolgendo, secondo le stime della Uil, 576 lavoratori. Per quanto riguarda le altre forme di cassa integrazione, nel Comasco quella straordinaria è scesa da 1 milione e 610mila ore a 726mila (-54,9%) mentre quella in deroga si è ridotta del 34%, passando da 136mila a 90mila ore. Il calo complessivo è stato, come detto, del 23,6%. La riduzione di ore di cassa integrazione totale ha interessato tutti i settori produttivi: industria (-23,5%), eccezion fatta per il tessile, edilizia (-17,9%), artigianato (-25,4%) e commercio (-29,8%).

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«È troppo breve il periodo oggetto di analisi per affermare che la ripresa economica è forte e che le aziende delle province di Como e Lecco sono fuori dalla crisi – fa notare Monteduro – anche in considerazione del fatto che i dati relativi alla fruizione delle integrazioni salariali degli ultimi anni non sono agevolmente confrontabili, in quanto risentono delle novità introdotte dalla riforma del Jobs act in materia di ammortizzatori sociali». Per tale motivo, il numero uno della Uil segnala che «sarebbe opportuno che l’Osservatorio Inps integrasse i dati sulla cassa integrazione con quelli relativi all’utilizzo dei Fondi di solidarietà perché ciò porterebbe a un’analisi più esaustiva dello stato in cui versa il nostro tessuto produttivo».

28 Marzo 2017

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