Tessile, non solo fiere ma eventi, il Fuori Salone di Milano è l’esempio

Cernobbio, Villa Erba, Proposte 2019

La ventisettesima edizione di Proposte, la fiera dedicata al tessile d’arredamento, tra gli ultimi appuntamenti del settore rimasti a Como, chiude oggi. E se da un lato in questi tre giorni di rassegna, tra Como e Cernobbio, si sono visti imprenditori del comparto all’opera, clienti in arrivo non solo dall’Italia, commercianti e albergatori soddisfatti, rimane però sullo sfondo sempre una domanda: perché il tessile, quello made in Como, non può tornare a essere – insieme alle mille opportunità turistiche offerte dal territorio – il motore propulsivo per un rilancio della patria del comparto serico?

Grazie anche a delle location uniche come Villa Erba a Cernobbio dove ormai decenni fa nascevano eventi unici come IdeaComo? Perché non ipotizzare lo scenario del lago come set perfetto per un suggestivo “Fuori Salone” degli eventi milanesi legati alla moda e al tessile, sullo stile di quello per il mobile? Idee di sicuro fascino, che però devono fare i conti con alcuni aspetti. Innanzitutto nel corso degli anni – tramontata l’era iniziale di Villa Erba polo del tessile – sul Lario sono rimaste sostanzialmente solo Proposte e ComoCrea, la kermesse dedicata al disegno tessile.

Questo nonostante le potenzialità del comparto serico lariano, al netto della crisi, rimangano un faro acceso e ben visibile nel resto del mondo. Come dunque reinventarsi, puntando magari a eventi di rilievo, capaci di circondarsi di eventi collaterali, vera linfa per un territorio? Riuscendo innanzitutto a «fare gioco di squadra. Concetto semplice ma che nel nostro territorio fatica a imporsi», come sottolineato dagli intervistati. «La crisi passata, la concorrenza e il mercato ovviamente incidono.

Ma, a prescindere dalle annate più o meno positive, la forza del nostro mestiere deve essere messa al centro. E per farlo, essendo il nostro un prodotto di nicchia, bisognerebbe fare squadra – spiega l’imprenditore serico Graziano Brenna, per tre mandati vicepresidente degli Industriali comaschi – Ovviamente è lecito l’individualismo di chi punta a primeggiare ma per essere compatti sulla vetrina internazionale, per ideare e creare manifestazioni, per pensare a un calendario di fiere da rendere ancor più interessanti con eventi di contorno, sarebbe ideale mettersi insieme», spiega sempre Brenna. Anche perchè i pochi appuntamenti allestiti sul lago hanno una grande forza attrattiva.

A Proposte, ad esempio, le aziende partecipanti sono 85, 33 italiane e 52 estere. Un dato che mette in evidenza quanto la fiera sia apprezzata a livello internazionale anche se fuori dagli stand – fatta eccezione per un sorta di fuori salone che ogni anno, a detta degli organizzatori della mostra di Villa Erba, “concorre” con la rassegna tessile sfruttandone il richiamo senza che esista una partnership – regna il nulla.

«Sarebbe un sogno vedere, oltre che gli imprenditori, anche le istituzioni unirsi per promuovere e sostenere il territorio. Camera di Commercio, Comune e Provincia fare squadra. E poi ovviamente è necessario pensare a cosa allestire sul lago. Villa Erba è un gioiello, le bellezze del lago fanno da sfondo. Un mix ideale per promuovere il prodotto tessile di nicchia made in Como – spiega Brenna – da presentare in eventi dalla portata però non esagerata. Non è possibile ipotizzare fiere enormi. Penso al Vinitaly di Verona dove gli spazi sono grandissimi, ci sono migliaia di parcheggi e numeri di visitatori elevatissimi. Qui si deve cercare di far prevalere l’unicità del luogo e giocare insieme. Concetto che però non sempre viene compreso». Le capacità di un territorio di saper accogliere e fornire “il pacchetto completo” a chi si muove ad esempio per affari è l’obiettivo da perseguire anche per Fulvio Alvisi, disegnatore tessile e a lungo presidente del consorzio ComoCrea.

«Bisogna rendersi conto di questa realtà. Proposte può contare su buoni risultati anche perchè è studiata come fiera organizzata in un contesto particolare, in grado di creare suggestioni e affascinare gli addetti – spiega Alvisi – E intorno all’evento la città, penso a Como ma la vedo come un unicum insieme a Cernobbio, deve aprire le porte. Milano, a due passi insegna come fare. Faccio degli esempi: durante le rassegne i negozi dei due centri dovrebbero rimanere aperti anche oltre gli orari previsti, bisognerebbe poi creare degli manifestazioni sulla scia di quello che accade al Fuori Salone del mobile a Milano. E soprattutto c’è bisogno di leadership economiche e politiche capaci di aggregare».

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