Tessile, persi 358 milioni di euro in un anno

Villa Erba, Comocrea 2019 tessile

A fine 2020 erano 1.125 le aziende tessili della provincia di Como, rappresentavano quasi il 2% delle 80mila di tutta Italia. Como è al terzo posto in Lombardia dopo Varese e Mantova e 15ª a livello nazionale. Se si parla di numero di addetti, ecco che Como diventa la prima provincia della Lombardia, con 12.600 persone (7% degli addetti provinciali) e oltre un settimo di quelli lombardi (90mila circa). Anche Lecco, pur con un numero di imprese decisamente inferiore (251) ha realtà medie e grandi che raggiungono oltre 2.800 addetti complessivi.

Il tessile insomma, nonostante il ridimensionamento generale iniziato con le crisi di metà anni Novanta, continua a essere uno dei motori del territorio lariano, lo dicono i numeri. Ed è per questo, dopo un anno di crisi così forte, causata dalla pandemia, che ora trema l’intero tessuto produttivo territoriale.

Il quadro a tinte decisamente fosche è stato tracciato dall’ufficio studi della Camera di Commercio di Como e Lecco nel documento “Le imprese tessili lariane nel 2020: demografia di impresa, addetti, congiuntura e interscambio commerciale” diffuso ieri ai media. Nel periodo tra inizio 2016 e fine 2020 il settore ha sostanzialmente retto. In Lombardia il comparto ha perso 1.600 imprese (-11,6%), numeri in linea con quelli di Como (-12% e 153 aziende non più attive). La contrazione ha riguardato tutte le province lombarde, con la sola eccezione di Sondrio (+2 aziende, +3,6%). Nel 2020 sono state 35 le aziende che ha perso il distretto comasco (-3%). A differenza dei dati nazionali, dove grandi aggregazioni hanno fatto crescere il numero degli addetti di quasi 3mila unità, la Lombardia ne ha persi 7mila in cinque anni. Ben 1.229 erano comaschi (-8,95%), 321 lecchesi (-10,1%). Il tessile lariano ha perso insomma quasi un addetto su dieci (400 nel 2020).

Dati tessile comasco
Dati tessile comasco



Una situazione destinata a peggiorare ulteriormente dopo il prossimo ottobre, quando cesseranno la Cassa integrazione Covid e il blocco dei licenziamenti.
A rendere precarie le condizioni del distretto serico comasco e del comparto tessile lecchese è il mercato interno, ma soprattutto l’export, calato per Como del 25,8% rispetto al 2019, una perdita di 358 milioni di euro.
«L’impatto dell’emergenza Covid sulla filiera tessile si è dimostrato da subito molto pesante – commenta il presidente della Camera di Commercio di Como-Lecco Marco Galimberti – La produzione industriale registra un -15,1% a Como e un -4,5% a Lecco, quella artigiana un -11,6% a Como e un -9,9% a Lecco. Anche i dati sul ricorso alla cassa integrazione rendono l’idea della crisi in atto. In questo contesto è evidente, ancora una volta, che fare squadra risulta decisivo per affrontare il futuro in maniera costruttiva. Nelle scorse settimane abbiamo riunito le rappresentanze datoriali della filiera tessile lariana per condividere azioni di sostegno immediato e, al contempo, delineare una strategia comune a lungo termine che punti alla valorizzazione delle produzioni in un’ottica di sostenibilità» ha concluso Galimberti.

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