Tessuti da sogno alla Fondazione Ratti, da fine mese la mostra “Deep Velvet”

Porzione di pezza Turchia, 1620-1690 Velluto tagliato operato a due corpi, broccato metallo Collezione Fondazione Antonio Ratti

Venerdì 28 febbraio alle 18.30, la Fondazione Antonio Ratti
inaugura, presso le sale espositive di Villa Sucota in via per Cernobbio a Como, la mostra Deep Velvet, a cura di Maddalena Terragni. La mostra sarà un omaggio a Mariano Fortuny (Granada 1871 – Venezia 1949) che fece della sua residenza veneziana una fucina in cui pittura, incisione, scenografia e tessuto convivevano in continuità, dando vita a stoffe la cui tecnica stupisce ancora oggi. Le creazioni Fortuny in mostra sono parte del fondo TGL, alle quali lo scorso anno si è aggiunto un nuovo importante pezzo acquistato grazie al contributo di Epson Italia, che da anni sostiene l’attività della collezione tessile della fondazione intitolata all’industriale e mecenate lariano Antonio Ratti. Negli spazi della Fondazione saranno
esposti due pannelli di velluto, un mantello, una cappa ed una coppia
di teli di cotone, caratterizzati dall’uso della tecnica stampa
sperimentale a pigmento metallico. Le stampe Fortuny su velluto e cotone dialogheranno con un allestimento molto “teatrale”. Ad esempio gli ingrandimenti dei tessuti Fortuny, scattati al microscopio e proiettati sulle pareti, creeranno scenografie in cui si riconoscono trame, intrecci e ombre di paesaggi. La mostra rimarrà aperta fino al 21 giugno. A sottolineare il carattere trasversale della mostra, la Fondazione proporrà un ampio calendario di eventi per tutto il periodo d’apertura, che comprende incontri, proiezioni e laboratori. Il corso “Storia e storie tessili tra Asia ed Europa, dal VII al XVII secolo” a cura di Chiara Buss, storica del tessuto, tratterà l’evoluzione della produzione tessile nel bacino del Mediterraneo (nelle città italiane, spagnole e francesi) indagando, tra le altre cose, i significati simbolici di schemi compositivi e motivi decorativi riutilizzati dallo stesso Fortuny. Da domenica 8 marzo, un ciclo di film, a cura di Alberto Cano, svilupperà e interpreterà, attraverso l’opera di alcuni maestri del cinema, le diversi tematiche della mostra. Sempre la domenica, i laboratori dell’associazione Mudartlabs accompagneranno i partecipanti, attraverso l’esperienza diretta, alla scoperta di linguaggi, simbologie e tecniche.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.