TESSUTI INNOVATIVI E ARTICOLI DI LUSSO

alt

LIONE – DALLA TRADIZIONE AL TESSILE TECNICO
Il rilancio del distretto della seconda città francese

Il titolo di “Capitale mondiale della seta” appartiene ormai da decenni solo alla storia di Lione. Nella città francese, però, il distretto tessile continua a restare a galla nonostante la crisi economica grazie alla svolta netta verso il tessile tecnico compiuta già negli ultimi anni del secolo scorso.
I distretti tessili di Como e Lione sono da sempre uniti da uno stretto legame, fatto di sana competizione commerciale ma anche di tentativi di collaborazione per

contrastare uniti la crisi. Per decenni, la seconda città della Francia ha conteso al capoluogo lariano il primato mondiale nella realizzazione di pregiati accessori e capi di seta.
Lione poi, entrata in crisi già nella seconda metà del secolo scorso, ha saputo diversificare l’attività puntando su prodotti tessili alternativi alle tradizionali stoffe per abbigliamento. E proprio l’innovazione di prodotto e di processo è una delle ricette indicate dagli operatori tessili per fronteggiare la concorrenza dei Paesi asiatici.
Oggi, il tessile tecnico continua a costituire una delle principali ancore di salvezza del comparto. «Il mercato del tessile tecnico progredisce e dovrà essere bene orientato sui settori più in crescita dell’aeronautica o del tessuto medicale – ha messo in evidenza, nell’ultimo rapporto della Camera di Commercio, Jean-Charlese Potelle, presidente dell’Unitex, l’Unione delle imprese tessili di Lione e della regione del Rhône-Alpes – Tuttavia, il tessile per l’automobile e l’arredamento continua a conoscere un forte ribasso, in linea con le difficoltà di questi due settori».
Per il rilancio dei comparti maggiormente in difficoltà, il presidente dell’Unitex insiste sulla carta del “made in France”. «L’etichetta Origine Francese Garantita – ha detto Potelle – rappresenta una reale possibilità di ripresa per le nostre industrie». Una tesi condivisa da Gérard Ravouna, presidente delle industrie della moda e dell’abbigliamento della regione del Rhône-Alpes.
«In un momento in cui si rafforza la tendenza a delocalizzare – ha spiegato – è più che mai un imperativo giocare la carta del “made in France”. Diverse esperienze lo dimostrano: i clienti stranieri cercano sempre prodotti con la griffe francese».
A proposito di clienti stranieri, l’export si è rivelato una risorsa essenziale per il tessile anche a Lione. Nel 2012 il settore ha fatto registrare un incremento di oltre il 6% delle esportazioni.
«L’export di prodotti di lusso verso il Giappone, gli Stati Uniti, la Russia o ancora il Medio Oriente è sempre un buon punto fermo – ha detto Ravouna – In compenso, le difficoltà dei prodotti di media e bassa gamma si confermano. Le vendite dell’ultima stagione hanno ribadito il calo del paniere medio e un’evoluzione delle modalità di acquisto, segnate dalla concorrenza di Internet. Le prospettive 2013 per la moda e l’abbigliamento sono comunque lontane dall’essere negative».

Anna Campaniello

Nella foto:
Rue d’Ivry è la via storica dei setaioli di Lione. Oggi, nella strada dove lavoravano 30mila “canuts”, operai della seta, è rimasto solo un piccolo museo-laboratorio

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.