Cultura e spettacoli

Testimonianze di vita

altSolidarietà Il nuovo libro della giornalista Laura d’Incalci racconta storie di disabilità che aprono il cuore alla speranza
Viaggi straordinari oltre ogni limite
C’è Andrea, che ha rotto il guscio dell’autismo, grazie all’ippoterapia in un maneggio della provincia lariana. E scrive: «A cavallo sono un re, che vede il mondo sotto di sé». C’è Franci, che pur regredendo ogni giorno nelle sue facoltà, patendo sulla pelle il verdetto insindacabile dei medici, insegna però ai suoi familiari quanto sia prezioso e irripetibile ogni momento concesso dalla vita. C’è Daniele, che con il suo pennello magico ha trovato una strada all’insegna dell’arte

, dopo che la strada d’asfalto, in un drammatico incidente, lo ha segnato per sempre nel fisico. E c’è Francesco, 67 anni, inchiodato a una carrozzina da quando metà del suo corpo è rimasta totalmente paralizzata, in seguito a un arresto cardiocircolatorio.
Queste e tante altre storie – in tutto 17 capitoli – s’intrecciano attorno a un unico nodo: la disabilità (sia essa dovuta a un incidente stradale, a una malattia invalidante, o a un errore medico) nella viva voce delle famiglie, delle mamme e dei papà, dei figli e dei coniugi. Andrebbero citate tutte, le tessere che compongono il mosaico di questa indagine “domestica” di sorprendente forza emotiva e di grande attualità. Il libro (nella foto, un’immagine tratta dalla copertina) si deve alla giornalista comasca Laura d’Incalci, che da sempre privilegia temi sociali e culturali, e s’intitola A cavallo sono un re. Storie oltre i limiti. È appena uscito per i tipi di San Paolo (pp 144, 13 euro).
«Un libro dev’essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi» scriveva Franz Kafka in una lettera a Oskar Pollak nel novembre 1903. E c’è da augurarsi che le storie di vita vera raccontate in questo libro abbiano lo stesso effetto, sulla lastra di indifferenza con cui spesso si liquidano, perché non fanno notizia nel “mare magnum” dell’informazione, le vicende di chi si trova ogni giorno a vivere il dramma della disabilità nelle sue varie forme e gradazioni. Ce lo aveva insegnato Giuseppe Pontiggia, con il romanzo Nati due volte, e ora ce lo insegna Laura d’Incalci con questo libro in cui, tra l’altro, dà voce alle iniziative dell’associazione Thais e dell’infaticabile comasca Pia Pullici. Riesce nell’intento di toccare i cuori e anche le menti: con storie di coraggio, speranza e abnegazione, ma anche di sdegno, nel notare quanta strada si debba ancora percorrere perché la sofferenza trovi adeguato rispetto nella nostra società.

4 maggio 2014

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