Ticinesi “furbetti” del pedaggio: solo l’anno scorso 20mila casi di transiti “evasi”

Pagare l’autostrada in Italia, per molti svizzeri è un optional. Lo scorso anno, oltre 20mila automobilisti elvetici, in gran parte ticinesi, hanno varcato i caselli del Belpaese senza versare il pedaggio dovuto.
Telecamere e sistemi di controllo informatizzati però hanno fatto sì che nessuno – o quasi – potesse farla franca.
I dati sul malcostume di automobilisti e motociclisti della Confederazione sono stati resi noti dal portavoce del Touring Club Svizzera, Renato Gazzola.
«Il numero è molto elevato, oggettivamente il fenomeno è piuttosto diffuso – afferma – Degli oltre 20mila che non hanno pagato il casello, direi che la metà circa sono i “furbetti” che lo hanno fatto appositamente. I restanti invece sono automobilisti che hanno provato a pagare, magari ai caselli automatici, ma hanno avuto qualche difficoltà tecnica o non hanno compreso bene il meccanismo e per questo non hanno versato subito il dovuto».
Gli stratagemmi utilizzati per uscire dall’autostrada senza pagare sono sostanzialmente due. «Molti automobilisti si accodano ad un mezzo, magari un camion, in uscita dalla corsia del telepass – spiega il referente del Tcs – Altri scelgono i caselli con cassa automatica, inseriscono una tessera scaduta o non valida e aspettano che si alzi la sbarra senza ritirare lo scontrino che spiega come pagare poi in seguito il dovuto. I motociclisti invece riescono a passare dalle corsie del telepass senza pagare».
Furbetti o evasori involontari che siano, gli svizzeri che “saltano” il casello, nella maggior parte dei casi si vedono poi recapitare il conto, pure lievitato. «Molti sono certi di poterla fare franca, che non saranno mai individuati – dice Renato Gazzola – In realtà non è affatto così. I caselli oggi in Italia sono tutti dotati di telecamera, il numero di targa viene registrato e si apre la procedura per riscuotere il pedaggio non pagato».
«Se l’automobilista era in buona fede e ha ritirato lo scontrino, può regolare la sua pendenza online o andando a un punto blu delle autostrade – spiega ancora il responsabile del Touring ticinese – Diversamente, se il conto non viene saldato entra in gioco una società di riscossione svizzera, incaricata dalla Società Autostrade, che reclama il pedaggio chiedendo anche una sovrattassa, abbastanza salata».
Il Touring rivolge agli svizzeri un vero e proprio appello al rispetto delle regole. «Invitiamo gli automobilisti svizzeri che utilizzano le autostrade italiane a pagare il pedaggio dovuto – conclude Renato Gazzola – Gli abusi vengono scoperti, non si scappa. Anzi, la struttura di controllo delle autostrade italiane è tra le più performanti a livello europeo. Al giorno d’oggi, con l’informatica è quasi impossibile farla franca».
Anna Campaniello

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