Ticino, in ospedale il 40% di pazienti in più rispetto alla prima ondata

Svizzera, Chiasso, misure di protezione Covid coronavirus

Ricoveri nuovamente in crescita, sono stati 31 a fronte di 15 dimissioni, 273 positivi in un giorno e altre 9 persone decedute. Il quadro della pandemia nel Canton Ticino mantiene numeri elevati, pur con una riduzione dell’indice di “contagiosità” Rt a 0,96.
La situazione è stata oggetto ieri pomeriggio di una conferenza stampa dal Palazzo delle Orsoline, a Bellinzona, con il direttore della Divisione della Salute pubblica, Paolo Bianchi, e il professor Paolo Merlani, coordinatore del Dipartimento della Sanità e della Socialità.
Sono 376 i ricoverati con il Covid negli ospedali del Cantone, 43 i letti di terapia intensiva occupati.
Numeri elevati, che mai erano stati toccati nella prima ondata della pandemia, come ha sottolineato ieri il dottor Bianchi.
«Sui ricoverati in ospedale considerazioni che si posso fare sono quelle dei giorni scorsi. Registriamo una stagnazione a livelli alti – ha spiegato il direttore della Salute pubblica – Lo stesso per le cure intense (terapie intensive, ndr). Abbiamo il 40% in più di pazienti rispetto alla prima ondata». Ogni paziente trascorre in ospedale mediamente dieci giorni, più o meno lo stesso periodo della prima ondata della pandemia. «Il Ticino resta primatista – sottolinea sempre Bianchi – con 916 casi su 100mila abitanti su 14 giorni. Siamo circa del 50% superiori alla media svizzera».
Riguardo la campagna vaccinale, sia Bianchi sia Merlani si sono detti soddisfatti dei test nelle case di riposo tra gli ospiti e il personale riguardo la disponibilità a ricevere il vaccino. Tra chi ha scelto di non aderire ci sarebbero diverse persone che hanno già avuto il virus.

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